Lampedusa, Sequestrato il depuratore: indagati pure Nicolini e Martello

“Situazione grave ” ha detto Luigi Patronaggio – VIDEO

LAMPEDUSA. L’impianto di depurazione del Comune di Lampedusa è stato sequestrato. Il motivo: impianti non funzionanti e livelli di inquinamento da batteri fecali 10mila volte superiori ai limiti di legge: è il risultato degli accertamenti della Procura di Agrigento. I magistrati hanno notificato anche 13 avvisi di garanzia e sequestrato 600 tonnellate di materiali. Tra gli indagati che hanno ricevuto l’avviso di garanzia ci sono l’ex sindaco Giusi Nicolini e l’attuale capo dell’amministrazione comunale, Totò Martello. Il depuratore è gestito direttamente dal Comune. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati durante una conferenza stampa del Procuratore capo della Repubblica di Agrigento,. Luigi Patronaggio con il comandante dei carabinieri Giovanni Pellegrino. “Situazione grave” ha detto il procuratore (GUARDA IL VIDEO)

A procedere, svolgendo un’attività investigativa in materia ambientale, sono stati i carabinieri del centro Anticrimine natura. (IL VIDEO DEL FONDALE)

I lavori per la realizzazione del depuratore di Lampedusa cominciarono alla fine degli anni 90. Fu progettato per servire circa 5mila persone ma la popolazione ne conta quasi 6mila e in alta stagione turistica si può arrivare anche a 20mila presenze, oltre a tutte le persone che transitano dall’isola nel contesto delle migrazioni.

 



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