L’agguato di Palma di Montechiaro, Patronaggio : uno scenario da Far West

Palma di Montechiaro, due tentati omicidi risolti grazie ad una “microspia”: omertà assoluta dei protagonisti, si allarga il numero degli indagati (video)

 

Uno scenario da Far West, così il Procuratore della Repubblica di Agrigento, Luigi Patronaggio, ha definito il quadro che si è delineato a Palma di Montechiaro dopo una banale lite in un bar cittadino che ha  dato il via alla spirale di sangue che, solo grazie ad una microspia installata in auto dalla Polizia per altre indagini, non si è trasformata in una strage di sangue.

Omertà assoluta, mancanza di collaborazione con le forze dell’ordine ed un atteggiamento che assume contorni para-mafiosi. E’ questo il contesto in cui si snoda l’indagine che ha portato all’arresto – convalidato nella giornata di ieri- di Francesco Gueli, 42 anni, e Giovanni Incardona, 52 anni, accusati di tentato omicidio e porto illegale di armi. La svolta avviene grazie ad una microspia (installata per altre indagini) che permette agli inquirenti di seguire in diretta sia gli spari (almeno due colpi di arma da fuoco) sia i movimenti grazie al Gps. Nessuna collaborazione da parte dei diretti interessati.

Patronaggio, ha tenuto la conferenza stampa, a cui hanno preso parte anche i sostituti procuratori Simona Faga e Alessandra Russo – titolari del fascicolo d’indagine – e dai vertici della Squadra Mobile Giovanni Minardi e Giovanni Franco insieme al dirigente del Commissariato di Polizia di Palma di Montechiaro Amato.