La vendemmia nella Valle dei Templi

La vendemmia nella Valle agrigentina: i grappoli dorati sullo sfondo dei templi antichi

Oggi nella sede di Villa Aurea il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi e CVA Cooperativa Viticultori Associati hanno presentato alla stampa il nuovo progetto del vigneto Diodoros. Con questo impianto si passerà da 4 mila attuali a circa 13 mila ettari di vigneto per “Diodoros – il Vino della Valle”.

Il progetto Diodoros è una iniziativa nata dalla cooperazione fra Partner pubblici e privati al fine di valorizzare l’immenso patrimonio artistico, culturale, paesaggistico, biologico ed agronomico presente all’interno dei 1300 ettari del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento. Il Parco nel 2005 ha registrato il marchio Diodoros per la commercializzazione delle produzioni agricole, selezionando aziende del territorio di alto profilo qualitativo e che con la loro esperienza metodologica e produttiva hanno permesso di ricreare e far rivivere prodotti tradizionali di qualità, sfruttando risorse naturali fino ad allora non del tutto considerate.
Sotto il profilo economico è stato possibile creare e commercializzare differenti prodotti (olio al principio, poi anche vino), pluripremiati nei rispettivi settori, entrando nei circuiti commerciali d’elite ed attivando anche un punto vendita all’interno del Parco, il “Diodoros Shop”.

Fin dalla stipula dell’accordo, nel luglio 2011, il Parco della Valle dei Templi e CVA Canicattì sono stati accomunati dalla stessa identità di vedute: vino e archeologia concorrono a fare grande un territorio ricco di storia dove l’agricoltura svela il senso e l’origine della civiltà. Un orizzonte condiviso che ha dato vita ad un progetto dal grande valore simbolico in quanto costituisce un valido esempio di mantenimento e sostenibilità ambientale di un paesaggio immerso in un contesto unico e di grande valore. La viticoltura, inoltre, è l’elemento a più alto valore economico e comunicativo del comparto agricolo siciliano, e in questo caso può trainare il potenziale attrattivo e comunicativo dei prodotti agricoli che prendono vita all’interno della Valle dei Templi.

“Diodoros – il Vino della Valle” prende vita nei vigneti coltivati sotto la collina su cui si ergono gli antichi templi greci, rappresentando un giacimento viticolo di grande interesse, frutto di una “selezione” naturale che i vignaioli della Valle hanno operato nel corso degli anni interpretando al meglio gli aspetti pedoclimatici. La grandezza di questo contesto è data dalle caratteristiche di questo terroir, nel cuore delle Terre del Nero d’Avola, dove i suoli di origine alluvionale profondi e sabbiosi, caratterizzati dalla presenza di scheletro sono molto fertili per la coltivazione delle varietà autoctone siciliane. Fin dalla firma della convenzione, CVA Canicattì ha curato la conduzione agronomica del vigneto seguendo tutte le operazioni in vigna – dalla cura delle piante sino alla vendemmia – impegnando tutto il suo personale più qualificato. La prima versione del Vino della Valle dei Templi, è frutto della vendemmia del 2012, che per le varietà a bacca rossa verrà ricordata per l’integrità del frutto giunto a maturazione in perfette condizione. Il vino è un blend delle varietà di Nero d’Avola (al 90 per cento), con una piccola percentuale di Nerello Cappuccio e Nerello Mascalese, coltivate a spalliera. L’affinamento è avvenuto in barili di rovere per 10 mesi e sono state prodotte 6000 bottiglie numerate. L’etichetta presenta una colonna dorica stilizzata, scelta dai visitatori del Parco e dagli eno-appassionati tramite il concorso «Vota l’Etichetta del Vino della Valle dei Templi» sulla base di tre bozzetti realizzati dal designer siciliano Antonio Giancontieri .
La stessa etichetta realizzata per il vino, è stata utilizzata, con colori diversi, per la bottiglia dell’olio.
IL PAESAGGIO
Il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, ampio circa 1300 ettari, conserva uno straordinario patrimonio monumentale e paesaggistico che comprende i resti dell’antica città di Akragas e il territorio ad essa circostante sino al mare. Nella Valle dei Templi, dichiarata nel 1997 dall’Unesco “patrimonio mondiale dell’umanità”, si trova uno dei maggiori complessi archeologici del Mediterraneo, immerso in un paesaggio agrario e naturale di rara bellezza prevalentemente costituito da olivi centenari e mandorli. Dei 1300 ettari complessivi, 455 appartengono al demanio regionale e sono direttamente gestiti dal Parco.
Dal punto di vista agrario e naturale, il paesaggio è complesso.
Mandorleti e oliveti in coltura promiscua, costituiscono il paesaggio dell’arboricoltura asciutta e rappresentano la componente vegetale più caratterizzante del Parco. Nelle aree fertili viene coltivata la vite, per la produzione di uve da vinificare. In prossimità di vecchi casolari sono presenti viti allevate a formare pergolati per la produzione di uve da tavola, utilizzate per uso familiare.
Accanto al paesaggio dell’arboricoltura asciutta, in terreni dove maggiore è la disponibilità di acqua, sono presenti antichi “giardini” di agrumi a costituire il paesaggio dell’arboricoltura irrigua.
Importanti e significativi sono i lembi di macchia mediterranea a olivastro, euforbia, sparto, lentisco, terebinto, fillirea, carrubo, palma nana, salsola, alaterno e mirto riscontrabili sulle ripide pareti di calcarenite del Parco e tra i resti archeologici del tempio di Zeus a costituire formazioni di grande pregio in un vero e proprio connubio tra archeologia e natura.
La ricchezza e la fertilità del paesaggio della Valle, da sempre è stata raccontata nelle fonti bibliografiche e illustrata nell’iconografia storica, da Diodoro Siculo ad Al-Idrisi, dai viaggiatori del Grand Tour a Pirandello e Camilleri.
Proprio Diodoro Siculo, nel I sec. d.C., scrive di “una condizione di grande benessere” in cui viveva il territorio di Akragas. “C’erano vigneti di eccezionali dimensioni e bellezza, e la maggior parte delle terre era coperta di ulivi, la cui abbondantissima produzione era destinata al commercio cartaginese…”. Nel 1138, Al-Idrisi conferma la ricchezza dei campi coltivati della Valle, “possiede orti e giardini lussureggianti, nonché un’ampia varietà di prodotti frutticoli… Numerosi sono i suoi giardini, ben note le sue derrate”.

Sui terreni demaniali gestiti dal Parco negli scorsi anni è stato effettuato un censimento per quantificare la presenza delle diverse specie. I risultati di questo censimento sono i seguenti: 12.320 piante di Mandorlo, 10.334 piante di Olivo, 1.810 piante di Agrumi, 209 di Pistacchio, 63 di Carrubbo, 843 di vari Fruttiferi e 5 ettari di vigneto

Il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, nel 2016 ha partecipato alla V edizione del Premio Paesaggio del Consiglio d’Europa, un premio prestigioso che ha come obiettivo quello di dare rilevanza alle azioni virtuose messe in atto dalle comunità locali e favorire scambi reciproci di esperienze tra diversi territori sia nazionali che europei. Il Ministero del Beni Culturali ha scelto il progetto Agri Gentium: Landscape Regeneration, quale migliore espressione della cultura del paesaggio italiano. Il progetto è stato dunque, individuato come la candidatura italiana al Premio Paesaggio del Consiglio d’Europa, riconoscendone la capacità di aver messo in pratica i principi della Convenzione Europea del paesaggio, in ogni suo punto, attraverso politiche di eccellenza.

@foto e video di Daniele Rosapinta