La Rai torna nell’Agrigentino: domani puntata del viaggio “Il provinciale”

Natura, arte e cultura: sono gli elementi principali della seconda puntata del viaggio de “Il provinciale”, il nuovo programma di Rai2 che racconta l’Italia attraverso i suoi territori più affascinanti e meno conosciuti come quello agrigentino.

Il programma andrà in onda domani, sabato 7 novembre alle 17,10 sulla seconda rete nazionale.

Sempre accompagnato dal fedele golden retriever Kumash, il giornalista Federico Quaranta scoprirà in questo viaggio il cuore segreto della Sicilia, tra scenari di sorprendente bellezza e il racconto della straordinaria umanità a cui questa terra ha dato vita.

“Il nuovo viaggio nella provincia italiana, ci porterà in Sicilia, nella Valle del fiume Platani – spiega la redazione – una terra che ancora pochi conoscono, un forziere che da millenni custodisce intatti i paesaggi e la cultura di un popolo orgoglioso e tenace. È la Sicilia dei Monti Sicani, quel lembo di terra che si estende tra le province di Agrigento e Caltanissetta e raggiunge il mare nello scenario incantato di una foce immersa nella biodiversità di una riserva naturale.

Il viaggio lungo il fiume Platani è un percorso nella natura, ma anche tra le tante storie che sono nate sulle sue sponde, come quella di Giacomo Gatì, l’allevatore che ha salvato dall’estinzione le leggendarie “Capre girgentane” o quella di Lorenzo Reina, che ha costruito un teatro “magico” fatto di sole pietre sulla cima di una montagna.

Giacomo Gatì è stato un pioniere del biologico in Sicilia, uno dei primi a creare una cooperativa esportando prodotti biologici in Italia e in Europa dal 1980. Negli anni ha deciso di occuparsi della salvaguardia di una razza di capra in via di estinzione, la capra Girgentana, producendo formaggi caprini biologici di ottima qualità. Oltre all’allevamento e produzione di latte e formaggi, la sua azienda agricola ha ripreso la produzione di antiche varietà ortofrutticole come il melograno, i capperi, e i fichi realizzando delle gustosissime conserve.

Lorenzo Reina è invece l’ideatore del teatro Andromeda. “Mio padre mi voleva pastore e ho passato la mia adolescenza tra pecore e cani e un solo libro – dice. Scolpivo alabastri di notte, in una stalla accanto a quella dove riposavano altri pastori. Scolpivo al lume di una fiaccola. Una notte chiesi al cielo di farmi incontentabile – mai sazio della mia arte – e sono stato ascoltato. Ecco come è nata l’idea per il teatro”.