Notte turbolenta nel centrodestra agrigentino in vista del tavolo politico convocato per venerdì mattina a Catania, chiamato a sciogliere il nodo del candidato sindaco per Agrigento.
MPA, Forza Italia, UDC e Fratelli d’Italia sarebbero orientati a chiudere sull’ex sindaco e senatore Calogero Sodano, ipotesi che nelle ultime ore ha preso quota negli ambienti della coalizione. Ma la partita è tutt’altro che definita.
La Lega, infatti, avrebbe tirato fuori dal cilindro un altro nome di peso. Secondo indiscrezioni circolate nelle ultime ore, Luca Sammartino, tra i principali esponenti del Carroccio in Sicilia, avrebbe proposto la candidatura di Enzo Fontana. Medico stimato e figura storica della politica agrigentina, Fontana ha iniziato la sua carriera negli anni ’90 con Forza Italia. È stato presidente della Provincia di Agrigento dal 1998 al 2008, riconfermato per un secondo mandato alla guida di una solida coalizione di centrodestra.
Nel 2008 è stato eletto alla Camera dei Deputati nella XVI legislatura (collegio Sicilia 1). Nel 2012 è approdato all’Assemblea Regionale Siciliana, risultando il candidato più votato nella lista del Popolo della Libertà.
Una candidatura, quella di Fontana, che tuttavia presenta un elemento di possibile frizione: il figlio Mario, pur avendo avuto un trascorso nella Lega, negli ultimi anni ha aderito a Forza Italia, nel gruppo di Aula Sollano. Un dettaglio politico che potrebbe pesare negli equilibri interni.
Resta poi da sciogliere il nodo della DC: seguirà la Lega su Fontana oppure, in linea con l’alleanza regionale, convergerà su Sodano?
Altro capitolo riguarda Lillo Pisano, oggi nel gruppo parlamentare di Noi Moderati. Per l’onorevole si profilano due strade: aderire alla scelta di Fratelli d’Italia oppure puntare su una lista autonoma targata Noi Moderati. Anche in questo caso si tratta, al momento, di scenari possibili ma ancora tutti da verificare. Infine, c’è la variabile Calogero Firetto. L’altro ex sindaco ha preso le distanze dalle trattative in corso: sceglierà di scendere in campo con un progetto civico oppure resterà fuori dalla competizione lasciando spazio ad altri? Il tavolo politico di venerdì sarà decisivo. Più che un semplice confronto, potrebbe rappresentare il momento della verità per un centrodestra che, tra convergenze e tensioni sotterranee, è chiamato a scegliere se presentarsi compatto o dividersi.
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