L’8 marzo visto dalle donne impegnate nel volontariato

Di Daniela Piazza – Presidente CAV, Opera Don Guanella di Agrigento

Sull’8 marzo si è scritto tanto . Ma si parla poco in quel giorno di DONNE impegnate nel volontariato. Eppure sono tanti i volontari. È sono proprio le donne quelle di cui mi piace parlare in una giornata che celebra le donne. A riguardo – sebbene passi avanti ne sono stati fatti – mi piace parlare di tutto quell’universo femminile che è impegnato nel volontariato. E le donne hanno in questo mondo un ruolo fondamentale. Essere donna impegnata nel volontariato significa oggi contribuire a sostenere un sistema che spesso non riesce a intercettare quei bisogni che restano marginali all’interno della nostra società. Significa contribuire a quella visione della solidarietà che è fatta di accoglienza e di coraggio allo stesso tempo, di forza e di gentilezza, di attenzione e di altruismo.Ecco, in questo le donne giocano un ruolo importante…nel far nascere quella CULTURA PER LA VITA che vede le donne protagoniste della realtà e artefici di un cambiamento. Impegnate sempre come volontarie nei centri aiuto alla vita non solo a star accanto a loro in un percorso di crescita, che va dall’ accoglienza alla nascita e alla crescita del bambino ma anche a guardare e vigilare su quello che il legislatore sta facendo oggi per la vita e la famiglia. Ecco che oggi 8 marzo come donna mi indigno quando sento parlare di “festa, mimose, balli e altro ancora, non posso stare a guardare e non poter parlare di quelle che sono le nostre battaglie quotidiane…come ad esempio di “maternità surrogate” , nome politicamente corretto per definire l’utero in affitto. I bambini che non si possono adottare, si comprano. Le questioni etiche che si aprono sono molte: dove finiscono dignità e diritti dei bambini -dignità umana, questa sconosciuta – che finiranno per avere un prezzo ed essere una merce e ancora dove finiscono i diritti delle donne? Tante battaglie fatte per l’emancipazione buttate via, e anche se in Italia , la maternità surrogata non è legale, non dobbiamo stare tranquilli, in quanto esiste chi produce per noi…Canada, Usa, Thailandia, India…questo è un mercato umano disumano; un mercato di mamme e di bambini dove compra chi se lo può permettere a sfavore di chi, magari è costretto a vendete il proprio corpo a favore di altri (chiaramente non ne facciamo un problema economico) . A fronte di questo mercato fiorente restano sempre i problemi irrisolti di ogni mamma: mancanza di aiuti concreti, sovraffollamento e rate onerose degli asili nido, lungaggine nelle adozioni. Il Parlamento Europeo per la prima volta ha condannato il ricorso all’utero in affitto. Una pratica come molte volte denunciato dal Movimento per la vita Italiano , che non solo riduce la vita umana ad una deprecabile pratica commerciale azzerando il diritto alla vita e la dignità del nascituro, ma espone anche le donne a fenomeni di sfruttamento e denigrazione approfittando delle situazioni di disagio fisico ed economico. Il documento al punto 114 “condanna la pratica della maternità surrogata che mina la dignità umana della donna poiché al suo corpo e le sue funzioni riproduttive sono usate come una merce”. La condanna si fa ancora più netta per quanto riguarda lo sfruttamento commerciale della maternità surrogata nei casi di donne vulnerabili nei Paesi in via di sviluppo. Mi piace concludere con le sante parole di San Giovanni Paolo II dove nella sua Lettera apostolica Mulieris Dignitatem al n.29 dice: “la donna rappresenta un valore particolare come persona umana e, nello stesso tempo, come quella persona concreta, per il fatto della sua femminilità” ed ancora al n. 30 “….è forte per la consapevolezza dell’affidamento, forte per il fatto che Dio “le affida l’uomo”, sempre e comunque, persino nelle condizioni di discriminazione sociale in cui essa può trovarsi”.