L’ Istituto Quasimodo di Agrigento è una scuola plastic free

L’Istituto Comprensivo “QUASIMODO” di Agrigento ha messo al bando i bicchierini di plastica per il caffè e
distribuirà le borracce a tutti gli studenti.
08/04/2019 – Dopo avere aderito all’appello #StopSingleUsePlastic nelle scuole, lanciato da Marevivo
Onlus, l’Istituto Comprensivo “QUASIMODO” di Agrigento è passato all’azione diventando plastic free.
Niente più bicchierini di plastica per il caffè, sostituti con quelli di carta, grazie ad un’idonea circolare rivolta
ai docenti, e borracce distribuite a tutti gli studenti grazie alla donazione della casa farmaceutica Marco Viti
Farmaceutici S.P.A. per evitare l’uso di bottigliette di plastica.
Tutte le iniziative plastic free saranno presentate proprio all’istituto “QUASIMODO” lunedì 8 aprile alle ore
10,00 in occasione della giornata di educazione ambientale e sensibilizzazione sul problema
dell’inquinamento da plastiche.
All’incontro parteciperanno: il Dirigente scolastico dell’istituto “QUASIMODO”, Nellina Librici; il Sindaco
della città di Agrigento Lillo Firetto, il vice sindaco Elisa Virone, il Comandante della Capitaneria di Porto
Empedocle, Gennaro Fusco; il Vice Presidente e Responsabile delle Delegazione regionale Sicilia di
Marevivo, Fabio Galluzzo, l’assessore all’ambiente del città di Agrigento Nello Hamel, assessore alla
Pubblica Istruzione della città di Agrigento Antonio Amato, il Presidente della CAPIT dott. Giuseppe
Sicurello.
«Questa iniziativa è stata accolta con entusiasmo da docenti, dirigente, alunni e genitori. Ci auguriamo che
il nostro istituto possa essere da traino non solo per le altre scuole siciliane – dichiara Nellina Librici
Dirigente scolastico dell’Istituto Quasimodo – ma anche per altri istituti italiani. Le nuove generazioni ci
stanno chiedendo di invertire rotta e lo dimostra anche il movimento internazionale #FridaysForFuture
nato spontaneamente dai ragazzi. Il cambiamento è possibile ed è proprio nelle scuole, dove si formano i
futuri custodi del nostro Pianeta, che bisogna partire».