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Home » Teatro » Jannuzzo torna al Pirandello con “Fata Morgana”

Jannuzzo torna al Pirandello con “Fata Morgana”

23 Aprile 2026
in Teatro, Spettacoli, top2
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C’è un confine sottile tra realtà e immaginazione, ed è proprio lì che si muove Fata Morgana, lo spettacolo che vede protagonista Gianfranco Jannuzzo, atteso al Teatro Pirandello di Agrigento sabato 9 maggio alle ore 21.00 e domenica 10 maggio alle ore 17.30, all’interno della stagione firmata dalla direzione artistica di Roberta Torre.

Attore raffinato e capace di attraversare registri diversi, Jannuzzo firma anche la regia dello spettacolo, scritto insieme ad Angelo Callipo, costruendo un racconto che alterna momenti di leggerezza a riflessioni più profonde. In scena, accanto a lui, quattro musicisti – Angelo Palmeri all’oboe, Chiara Buzzurro alla chitarra, Alessio La China al violoncello e Nicola Grizzaffi alle tastiere e pianoforte – che accompagnano e amplificano la narrazione con le musiche originali di Francesco Buzzurro.

Il titolo stesso è una chiave di lettura: Fata Morgana è miraggio, illusione, fenomeno ottico capace di ingannare lo sguardo, ma diventa anche metafora potente della vita e dei sogni che ognuno insegue. Ed è proprio attorno a questa suggestione che prende forma uno spettacolo che non si limita all’intrattenimento, ma invita lo spettatore a interrogarsi su ciò che appare e ciò che è.

Jannuzzo costruisce un viaggio teatrale fatto di aneddoti, ironia e poesia, in cui l’esperienza personale si intreccia con una riflessione più ampia sull’identità, sulle maschere sociali e sul bisogno umano di immaginare il futuro. La regia accompagna questo percorso con delicatezza, mettendo in evidenza le contraddizioni dell’animo umano e restituendo al pubblico un racconto capace di far sorridere e, allo stesso tempo, di lasciare traccia.

“Perché Fata Morgana?” si chiedono gli autori. È una domanda che attraversa tutto lo spettacolo e che diventa il punto di partenza per esplorare un universo fatto di sogni, illusioni e appartenenza. Un mosaico di storie e sensazioni che, tassello dopo tassello, compone il ritratto di un’Italia fatta di differenze, ma anche di un’identità comune costruita nel tempo.

Ne viene fuori uno spettacolo che guarda al presente senza rinunciare alla dimensione poetica, capace di parlare a generazioni diverse con un linguaggio diretto ma mai banale. Perché, in fondo, inseguire i sogni – suggerisce Jannuzzo – resta l’unico modo per renderli reali.

Un nuovo appuntamento con la stagione del Teatro Pirandello che punta ancora una volta su un teatro vivo, capace di emozionare e far riflettere.

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