Inizio del Triduo Sacro con la solenne concelebrazione in Cattedrale

Il sacro Triduo della Settimana Santa di quest’anno per l’arcidiocesi agrigentina  non poteva avere inizio più solenne di quello che si è svolto nella serata di ieri,  quando liturgicamente, dopo il tramonto del sole, ha avuto  inizio il giorno del Giovedì Santo. Triduo sacro a cui, –  dopo la giornata di domani, Venerdì Santo, con  i  tanti e vari momenti liturgici in programma  –  segue una giornata di silenzio e  di riflessione che è il Sabato Santo.  Che  poi  introduce alla grande  gioia del del giorno della  Pasqua di Risurrezione, quest’anno 17 aprile.

In una Cattedrale gremita di fedeli, con la presenza di oltre duecento chierici tra presbiteri e diaconi, provenienti dai 43 Comuni della nostra  arcidiocesi, l’arcivescovo-metropolita S.E. Mons. Alessandro Damiano ha presieduto la solenne concelebrazione.

In programma in questa  Messa Crismale: la benedizione dei Sacri Oli degli Infermi, dei Catecumeni e del Crisma, con il rinnovo delle promesse sacerdotali, per la fedeltà nel servizio  al sacro ministero, a cui ciascuno dei chierici  è stato chiamato dal Signore, in comunione con il Pastore della diocesi, nel posto assegnato.

L’omelia dell’Arcivescovo oltre a richiamare tutti alla fedeltà nel servizio, ha voluto ricordare il momento del 22 maggio dello scorso anno, quando, sempre in Cattedrale, nella stessa circostanza della Messa Crismale,  è avvenuta la sua assunzione di servizio alla diocesi, succedendo – secondo le disposizioni di Papa Francesco – al Card. don Franco Montenegro, che gli consegnava il Pastorale.

Un momento – ha opportunamente sottolineato – non di pura e semplice successione giuridica”  con tutti gli oneri connessi, ma di attuazione del misterioso piano del Figlio di  Dio, Cristo Gesù che, immolatosi sulla croce e gloriosamente Risorto,  opera sempre  nella Sua Chiesa.

Mons. Alessando Damiano, quindi  ha tenuto  a precisare di avere ricevuto da Maria Rosa Iraci, Questore di Agrigento, l’olio da consacrare, proveniente dai terreni  sequestrati alla mafia   delle campagne  del palermitano, per impegno dei giudici Falcone e Borsellino, che hanno pagato col martirio la fedeltà al loro dovere.

Naturalmente nell’Omelia non poteva mancare il tema “PACE”,  stimolando a custodire l’unità nello spirito, proprio  con il vincolo della pace, che è “il legame più forte di ogni impegno che possiamo assumere e di ogni sforzo che possiamo compiere, perché viene da Dio”. “Di questo legame sentiamo tanti più bisogno, quanto più assistiamo inermi agli orrori delle guerre.  Oltre quella dell’Ucraina, sulla quale attualmente  sono puntati tutti i riflettori per le ingenti  proporzioni che va assumendo di giorno in giorno, le agenzie che monitorano i conflitti nel mondo ne segnalano una sessantina in corso.Ma non è solo dalle atrocità della guerra  che deriva il desiderio di pace. Ci sono troppi conflitti non risolti – e forse neppure affrontati –  nelle nostre città e nelle nostre case, nelle nostre comunità cristiane  e nelle nostre realtà ecclesiali. E forse ce ne sono pure  nel segreto delle nostre coscienzeE ci fermiamo qui, invitando a leggere per intero il Messaggio del Vescovo Alessandro, che è possibile trovare  sul sito-web  dell’arcidiocesi.


Diego Acquisto
L’omelia dell’Arcivescovo oltre a richiamare tutti alla fedeltà nel servizio, ha voluto ricordare il momento del 22 maggio dello scorso anno, quando, sempre in Cattedrale, nella stessa circostanza della Messa Crismale, è avvenuta la sua assunzione di servizio alla diocesi, succedendo – secondo le disposizioni di Papa Francesco – al Card. don Franco Montenegro, che gli consegnava il Pastorale.