I ricorsi sono stati giudicati inammissibili. Lo ha deciso la Cassazione che, di fatto, ha confermato le misure cautelari a carico degli imprenditori Luigi Sutera Sardo, 58 anni, e Diego Dino Caramazza, 44 anni, entrambi di Favara e sottoposti agli arresti domiciliari, e di Federica Caramazza, 36 anni, anche lei favarese, colpita dall’obbligo di dimora nel comune di residenza.
I tre, fra gli altri, sono stati indagati nell’inchiesta della Procura di Agrigento e della Squadra Mobile di Agrigento nell’ambito dell’inchiesta sul giro di appalti che sarebbero stati “pilotati” e “truccati” dietro il pagamento di mazzette.
Cinque le persone raggiunte la scorsa primavera dall’ordinanza firmata dal gip del Tribunale di Agrigento. Oltre a Sutera Sardo e i due Caramazza, l’architetto Sebastiano Alesci, 65 anni, ex capo dell’ufficio tecnico di Licata, e Carmela Moscato. Complessivamente gli indagati sono in tutto 14, accusati a vario titolo, di corruzione, ricettazione, turbata libertà degli incanti nell’ambito di un asserito contesto associativo e turbativa d’asta. Tra questi figura l’ex assessore regionale Roberto Di Mauro.
Gli atti dell’inchiesta, nel frattempo, sono passati a Palermo per decisione del tribunale del Riesame, che ha dichiarato l’incompetenza territoriale del Gip della città dei templi. Tra gli appalti “pilotati” grazie al pagamento di tangenti ci sarebbero – secondo l’accusa – i lavori della rete idrica del Comune di Agrigento per un valore di oltre 37 milioni di euro.
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