Santa Elisabetta, inaugurata la nuova Caserma dei Carabinieri intitolata al maresciallo Giuliano Guazzelli
Una giornata carica di memoria, legalità e senso dello Stato quella vissuta a Santa Elisabetta, dove è stata inaugurata e intitolata la nuova caserma sede del locale Comando Stazione dei Carabinieri al maresciallo maggiore “Aiutante” Giuliano Guazzelli, Medaglia d’Oro al Valor Civile “alla memoria”, assassinato dalla mafia il 4 aprile 1992 ad Agrigento.
La cerimonia si è svolta questa mattina alle ore 11 alla presenza del comandante della Legione Carabinieri “Sicilia”, generale di divisione Ubaldo Del Monaco, del comandante provinciale dei Carabinieri di Agrigento, colonnello Nicola De Tullio, del sindaco di Santa Elisabetta, avvocato Liborio Gaziano, dei familiari del decorato e delle principali autorità civili, militari e religiose della provincia.
Presenti anche il prefetto Salvatore Caccamo, il procuratore della Repubblica Giovanni Di Leo, il presidente del Tribunale Giuseppe Melisenda Giambertoni e il questore Tommaso Palumbo, oltre a rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri e delle associazioni professionali a carattere sindacale tra militari.
Dopo gli onori militari resi dal Reparto d’Onore dell’Arma, si è svolta la consegna della bandiera donata dal sindaco al comandante della Stazione Carabinieri di Santa Elisabetta, maresciallo ordinario Miriana Rosa, che insieme a due militari del presidio ha dato vita al solenne alzabandiera.
Particolarmente toccante il momento della scopertura della lapide commemorativa dedicata a Giuliano Guazzelli, figura simbolo della lotta alla criminalità organizzata in Sicilia e profondo conoscitore delle dinamiche mafiose nel territorio agrigentino.
Chi era Giuliano Guazzelli
Giuliano Guazzelli nacque a Gallicano, in provincia di Lucca, il 6 aprile 1934. Arruolatosi nell’Arma dei Carabinieri nel 1951, dal 1954 prestò servizio in Sicilia, distinguendosi per le sue straordinarie capacità investigative nelle province di Agrigento, Trapani e Palermo.
Nel corso della sua carriera lavorò anche al fianco del generale Carlo Alberto dalla Chiesa e del colonnello Giuseppe Russo. Nel territorio agrigentino si occupò di delicate indagini contro Cosa Nostra e la cosiddetta “Stidda”, contribuendo alla ricostruzione di importanti fatti di sangue e a decisive attività investigative antimafia.
Agli inizi degli anni Novanta era responsabile della sezione di Polizia giudiziaria dei Carabinieri presso la Procura della Repubblica di Agrigento.
Il 4 aprile 1992 venne assassinato in un agguato mafioso mentre percorreva il viadotto Morandi, oggi intitolato alla sua memoria. Per il suo sacrificio gli fu conferita la Medaglia d’Oro al Valor Civile “alla memoria”.
Le parole del generale Del Monaco
Nel corso del suo intervento, il generale Ubaldo Del Monaco ha sottolineato il valore della nuova caserma come presidio di legalità e punto di riferimento per la comunità.
Il comandante della Legione Carabinieri “Sicilia” ha ringraziato la Regione Siciliana per il finanziamento dell’opera e il sindaco di Santa Elisabetta per il sostegno dato al progetto, rivolgendo anche un pensiero agli studenti presenti alla cerimonia, indicati come simbolo delle nuove generazioni.
Il generale ha ricordato la figura del maresciallo Guazzelli, soprannominato “il mastino” per il suo intuito investigativo e per la determinazione con cui portò avanti la lotta alla mafia.
“Il suo nome – ha evidenziato – non resterà inciso soltanto nel marmo della lapide, ma continuerà a vivere nella memoria e nella coscienza della comunità”.
Un passaggio è stato dedicato anche al maresciallo ordinario Miriana Rosa, prima donna a guidare la Stazione Carabinieri di Santa Elisabetta, alla quale è stato rivolto un augurio di buon lavoro.
Un simbolo di memoria e legalità
L’intitolazione della nuova caserma al maresciallo maggiore “Aiutante” Giuliano Guazzelli rappresenta un forte richiamo ai valori di giustizia, fedeltà alle istituzioni, professionalità e servizio allo Stato.
Con la cerimonia odierna, il ricordo di Guazzelli si lega in maniera permanente alla comunità di Santa Elisabetta e alla Stazione dei Carabinieri, rinnovando l’impegno dell’Arma a essere presenza costante e vicina ai cittadini nel segno della legalità e della sicurezza.
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