Il caso dell’istituto comprensivo «Rita Levi Montalcini», genitori dicono no ai doppi turni

Lettere dei genitori, note di parlamentari ed esponenti politici locali. Ad Agrigento monta il caso Rita Levi Montalcini, tra chi se la prende con l’operato del dirigente scolastico e chi con il Municipio.  Il più popoloso istituto comprensivo della città capoluogo non si è fatto trovare pronto per l’avvio delle lezioni secondo le misure anticontagio.

Mancano aule ed il comitato dei genitori protesta, con le mamme e i papà che si dichiarano “allibiti al cospetto della inefficienza del Comune nel trovare una soluzione adeguata, a coniugare rispetto delle regole sul Covid e diritto allo studio dei propri figli. Il dirigente scolastico, Luigi Costanza, ha chiesto nuovi locali al Comune. Dal canto suo, solo lunedì scorso, l’amministrazione ha approvato un bando per l’individuazione di locali al Villaggio Mosè, da destinare allo svolgimento delle lezioni. La burocrazia però rallenta tutto. Difficile trovare aule che rispondano ai requisiti imposti dalle normative europee per ritenere una scuola a norma. 

Per far fronte all’emergenza, il consiglio d’istituto che si è tenuto il 22 settembre scorso ha deliberato i doppi turni con lezioni mattina e pomeriggio.  E ancora: “Considerato che la maggior parte delle famiglie ha uno o più figli nello stesso plesso, tale situazione aggrava notevolmente la gestione familiare mettendo in difficoltà intere famiglie e soprattutto i bambini”.

All’incirca sono 250 famiglie interessate.

La situazione si complica maggiormente per chi ha figli disabili perchè costretti ad interrompere le terapie in programma il pomeriggio. Complicato anche per chi ha figli con turni diversi costretti a frequentare mattina e pomeriggio, rendendo difficoltoso per i genitori coniugare la gestione dei figli con gli impegni lavorativi.

Sul caso della Levi Montalcini interviene anche il candidato sindaco di Agrigento Marco Zambuto.

“Apprendo” – dice– che il dirigente scolastico Luigi Costanza è stato costretto ad adottare la soluzione dei turni pomeridiani creando malcontento e disagi alle famiglie, alle prese con orari ingestibili. Tutto questo poteva essere evitato se l’amministrazione in carica avesse affrontato il problema nei tempi giusti”.

La consigliera comunale e candidata sindaco dei 5Stelle Marcella Carlisi, afferma che la Giunta comunale ha firmato il bando solo lunedì benché la data dell’inizio della scuola era ben nota e questa estate sono stati fatti degli incontri e dei sopralluoghi per evitare disservizi. Di fronte  ad uno stanziamento di circa 300mila euro dello Stato – dice la Carlisi – gli uffici comunali hanno messo avanti preventivi per oltre 900mila e, ancora a settembre, si doveva decidere quali interventi effettuare”.

Anche la candidata di Lega e Fratelli d’Italia, Daniela Catalano ha parlato di scelta intempestiva da parte dell’amministrazione.

A difendere l’operato dell’Amministrazione il deputato regionale Carmelo Pullara:  “È inconcepibile – afferma -che molte classi non cominceranno le lezioni come era stato programmato e i genitori non sanno ancora come organizzarsi per i doppi turni. All’Istituto Comprensivo “Rita Levi Montalcini” la situazione-sottolinea Pullara -si presenta disperata. Mancano i locali e alla fine, neanche la soluzione che inizialmente era stata prospettata  di sistemare le classi negli oratori, e’ stata adottata. Il comune di Agrigento dal canto suo ha provveduto a formulare la richiesta dei locali mediante avviso pubblico. Un valzer di responsabilità, con gravi disagi non solo per studenti e famiglie ma anche per chi a scuola lavora, come docenti e personale scolastico. Una vicenda destinata a trascinarsi fin dopo la data del voto.