Il prestigioso Leone d’oro all’agrigentino Salvatore Valenti

Meriti professionali nel campo dell’innovazione”: è con questa motivazione che il chimico agrigentino, Salvatore Valenti, ha ricevuto il Leone d’oro, il prestigioso premio internazionale di Venezia. Un riconoscimento che viene assegnato a personaggi che hanno dato lustro all’Italia nel mondo ma anche a chi si è distinto nella scienza e nella ricerca applicata, contribuendo alla crescita del paese. Valenti , che dal 2007 vive a Grosseto, vanta nel suo curriculum due brevetti e una ventina di pubblicazioni a livello internazionale. Ricerche che spaziano dalla sostenibilità ambientale, all’alimentazione umana e animale, alla cosmetica , alla farmaceutica ma senza mai trascurare la bellezza e l’arte. Salvatore Valenti è  cresciuto nel quartiere di San Vito, ad Agrigento. Dopo essere stato per anni ricercatore della facoltà dell’Università di Siena, ha deciso di occuparsi di ricerca ed innovazione applicata alle reali esigenze del mercato. L’ultima tecnologia che Valenti ha brevettato consente, mediante metodi fermentavi, di produrre un mangime per ruminanti, a partire da scarti di produzione di cerali per uso umano, in grado di normalizzare il microbiota ( batteri che popolano il tratto gastroenterico degli animali ) delle vacche da latte così da migliorare la loro digestione e ridurre l’emissione dei gas serra ( metano ). Una tecnologia di questo tipo che riesce ad impattare sulla salute animale ( aumentata digeribilità ), rispetto ambientale ( riduzione gas serra ) e controllo del colesterolo attraverso il consumo del latte stesso o dei suoi derivati ( gelati, formaggi, merendine etc ) ha attratto l’interesse di alcune multinazionali. Negli anni scorsi, Salvatore Valenti, tra le altre cose, si è interessato dello studio degli effetti dell’invecchiamento del vino a contatto con il più nobile dei metalli, l’oro. L’idea è arrivata quando stava verificando l’effetto neuroprotettivo dell’oro e del vino nelle malattie degenerative. Ed ecco che nasce “Anima aurea” da un lungo progetto di ricerca, che ha permesso di ottenere una combinazione innovativa di due metalli nobili allo stato naturale, oro ed argento, così da poter diventare i migliori materiali per l’invecchiamento del vino, esaltando in modo sublime il gusto, migliorandone la conservazione e la resistenza all’ossidazione nel tempo.