Il piacere della lettura senza tempo: Giufa’, fiaba e vita

Consigli di lettura: alla riscoperta dei testi senza tempo.

Di Eva Di Betta

Giufa’, personaggio popolare caro alla nostra memoria di siciliani. Vive alla giornata, candido e scanzonato, mentre accanto a lui il mondo scorre e gli scivola addosso, e parrebbe non sfiorarlo minimamente. Sono storie di stoltezza, d’ingenuità, di un-senza-malizia, u babbu du paisi, trasversalmente sempre vivo. Senza tempo ne’ confini. Perché Giufa’ è specchio dell’animo,un pezzetto di lui si cela in ciascuno. Chi,in fondo al cuore, non vorrebbe manifestarsi senza filtri, senza malizia, se’stessi senza pesi e misure, nel bene e nel male. Liberi di dire e fare senza essere alla berlina. Il regista dipinge con estrema leggerezza i contorni d’un personaggio che non muore mai. La grazia del Giufa’ di Camillo Mascolino consiste nella perfetta mescolanza tra le storielle popolari e quel cono di luce acceso sulla vita vera. L’angolatura colta è la consecutio tra le avventure di Giufa’, con la sua misera stoltezza, e la misera impotenza cui sono spesso soggetti gli ultimi, il popolo, la moltitudine impossibilitata ad uno slancio di ribellione e, suo malgrado, sottomessa ad un potere arido e senza scrupoli. Che, da un osservatorio privilegiato, non sempre riesce a scorgere il sentire e il bisogno dell’animo umano. I personaggi prendono corpo e voce grazie ad una compagnia di eccellenti professionisti in una scena basica e completa d’ogni sentimento dell’anima. Lui, Giufa’, il minchione, il “popolo, pecorone”, come dice Giufa’/Cuffaro, nutrono lo stesso pensiero:occorre alzare il capo, difendere col cuore i propri diritti, non temere di far sentire se’stessi. Perché Giufa’sono io, Giufa’sei tu, Giufa’ siamo noi.

Eva Di Betta