“Il lavoro che cura”: dal Teatro Pirandello un appello contro discriminazioni e fragilità sociali
Si è tenuto nel foyer del Teatro Luigi Pirandello l’incontro “Il lavoro che cura: salute, parità e prevenzione”, organizzato da UAS – Unione Avvocatura Siciliana e dalla Global Thinking Foundation. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, professioni, mondo sanitario ed economico attorno a un tema centrale: il lavoro come strumento di dignità, inclusione e prevenzione. Ad aprire i lavori è stato Marco Mulè, presidente UAS sezione Agrigento, che ha richiamato il valore costituzionale del lavoro:
«L’evento di oggi, che vede la presenza di grandi personalità istituzionali, dal vicepresidente della Camera alla dottoressa Segre, vuole focalizzare l’attenzione su un aspetto fondamentale: le discriminazioni nel mondo del lavoro. Il lavoro come principio cardine della società civile. Non a caso la nostra Costituzione lo pone all’articolo 1. I nostri padri fondatori lo hanno voluto inserire lì per dare dignità, perché l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Un lavoro che deve dare dignità, non solo una funzione economica, ma una funzione sociale, di riscatto sociale. È necessario combattere tutte le forme di discriminazione e tutte le forme di violenza per consentire una società più libera e più democratica».
A portare i saluti istituzionali è stato l’assessore Marco Vullo, in rappresentanza del sindaco Francesco Miccichè. Sono intervenuti inoltre Giovanni Civiltà, presidente del Consiglio comunale di Agrigento, e Giovanni Scalia, coordinatore nazionale UAS.
Nel panel di approfondimento hanno preso la parola Giuseppe Capodieci, direttore generale dell’ASP di Agrigento; Filippo Barbera, direttore della Banca d’Italia – sede di Agrigento; Alessandro Scalia, presidente dell’Unione Avvocatura Siciliana; e Aurora Ranno, presidente dell’associazione antiviolenza Co.Tu.Le.Vi. A portare una testimonianza territoriale è stata Antonella Gallo Carrabba, presidente del Centro Antiviolenza.
Tra gli interventi più attesi quello del vicepresidente della Camera dei Deputati Giorgio Mulè, che ha sottolineato la necessità di tradurre i principi costituzionali in strumenti concreti:
«È un evento che mette in fila parole scolpite nella Costituzione: cura, lavoro, prevenzione, parità, discriminazione. Attorno a queste parole vanno costruiti modelli legislativi già esistenti ma al passo con i tempi, soprattutto nel passaggio generazionale, per accompagnare l’uscita dal lavoro e la formazione di chi entra. Servono misure di welfare aziendale che devono essere incentivate per garantire non solo parità salariale ma anche parità nelle condizioni di vita».
Al centro del dibattito anche il tema dell’inclusione economica e delle competenze. Claudia Segre, presidente e fondatrice della Global Thinking Foundation, ha evidenziato il valore del lavoro di rete:
«Il senso di queste iniziative è far capire che il lavoro di rete riesce a migliorare il dialogo tra le generazioni, in un momento in cui il mondo del lavoro diventa non solo complesso, ma rischia di tagliare fuori molte persone che, per carenza di competenze digitali o tecniche, non riescono a reincludersi o a migliorare nel proprio percorso di carriera. Essere vicini dal punto di vista formativo e del welfare aziendale può aiutare le persone a ritrovarsi in un mondo del lavoro veramente accogliente e a supporto della sostenibilità economica delle famiglie».
Nel corso dell’iniziativa è stato annunciato anche il protocollo di intesa tra la Fondazione e il Comune di Agrigento, finalizzato alla promozione dell’alfabetizzazione finanziaria, dell’inclusione economica e al contrasto della violenza economica.
Un confronto articolato, moderato dal direttore di AgrigentoOggi Domenico Vecchio, che ha restituito al lavoro la sua dimensione più alta: non solo produzione di reddito, ma leva di emancipazione, prevenzione e coesione sociale.professioni e territorio.
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