Il fair play riparte dalla scuola, tappa del progetto del Panathlon al Margherita Hack

La scuola è un ente educante e come tale ha il compito di guidare gli alunni non solo al desiderio della conoscenza ma anche alla formazione della loro personalità e coscienza di cittadini. Ed è, dunque, dalla scuola che riparte il fair play con il progetto itinerante del Panathlon rivolto a tutti gli alunni e le alunne delle scuole di ogni ordine e grado. L’ultimo appuntamento questa mattina, 9 maggio, nel plesso Margherita Hack, dell’istituto Montalcini di Agrigento diretto da Luigi Costanza (GUARDA IL VIDEO). Si è discusso sull’importanza educativa dello sport, ispirato ai principi dell’etica e del fair play che stanno alla base non solo della cultura sportiva, ma anche di quella civile e sociale che le istituzioni scolastiche, la famiglia e l’attività sportiva concorrono a formare impegnandosi  fortemente a contrastare i fenomeni di bullismo e cyberbullismo. Il prossimo 27 maggio, nei locali dell’università di Agrigento, è in programma la cerimonia conclusiva del progetto in cui saranno premiati i migliori lavori realizzati dalle classi: disegni, video, book fotografici, lavori esaminati dalla commissione del club che, dopo averli valutati. “I ragazzi partecipano attivamente- dice Silvio Torregrossa, componente del Panathlon di Agrigento -. Oggi si conclude il progetto, siamo stati presenti in tante scuole di ogni ordine e Adesso ci prepariamo alla giornata finale dove premiare i migliori lavori. Nelle scuole superiori abbiamo trattato il tema del bullismo e cyberbullismo con esperti in materia.Un progetto a cui il Panathlon tiene molto, così come sottolinea Ettore Castorina: “L’obiettivo è lasciare ai ragazzi un momento di riflessione su quello che attraverso lo sport significa l’evoluzione della personalità , apprendere questi valori attraverso lo sport che diventano i valori fondanti di ognuno. Lo sport è un veicolo eccezionale di apprendimento. Le proiezioni sono state curate da Salvatore Restivo. Il docente del plesso Margherita Hack, Gerardo Incardona, sottolinea: “E’ anche per far crescere una coscienza sportiva ai ragazzi che vedono tanti sport in tv ma praticano sempre gli stessi. Le iniziative sono anche volte ad attirare e stimolare gli Enti pubblici e i privati alla soluzione di problemi attinenti l’impiantistica, lo sport nella scuola, la lealtà sportiva, il diritto dei ragazzi di praticare sport.” A chiudere la mattina una simpatica coreografia a passi di danza realizzata dalla classe terza B.  Lo scopo e la ragione d’essere del Panathlon International e dei suoi Club, presenti ormai in tutto il mondo e quello di “servire” lo sport.