Il coronavirus, il sindaco e Agrigento 2020

A volte resto molto perplesso dal comportamento delle persone. Ma essendo un democratico convinto, penso che ognuno possa fare quello che vuole fino a quando non invade la libertà altrui. Discorso leggermente diverso è per chi gestisce la cosa pubblica.

Nelle sue mani sono infatti affidati i destini dei cittadini che amministra. E in questi giorni di emergenza Coronavirus, di grande paura per la popolazione, abbiamo cercato di avere una linea diretta amministratore-mezzo d’informazione, per garantire ai cittadini di conoscere da una fonte autorevole e istituzionale, qual è la situazione dell’emergenza. Ma niente. Rarissimi comunicati, l’ultimo dei quali sulla discussa sanificazione delle strade. Nessuna nota sulla protezione del territorio da nuovi contagi, di mancanza di posti letti covid all’ospedale di Agrigento, sulle scuole chiuse e nemmeno sulle partite iva. Niente di tutto ciò. L’unica nota emessa è una richiesta di inserire Agrigento 2020 nelle manifestazioni da finanziare per i danni subiti dal Coronavirus.

Ma quali manifestazioni, chi le ha mai conosciute? Cosa prevedono, cosa costano, chi ne beneficiava? Sulla Sagra lo sapevamo, e sappiamo cosa ha portato. Ora si spera in un recupero autunnale. Ma su Agrigento 2020 non si è mai saputo nulla. E’ stato sempre un mistero gestito nelle stanze del sindaco e del distretto turistico. Eppure oggi è questo il pensiero del primo cittadino. 

Caro sindaco questa non è l’emergenza della città e questa non è l’emergenza delle attività agrigentine. Pensi prima alla salute, poi ai commercianti e agli esercenti, alle partite iva e poi alle manifestazioni ludiche. Tanto Agrigento non è nata nel 580 a.c., Ma nel 581 a.c. Ci si potrà rifare l’anno prossimo.

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