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Home » Cultura » Accademia di Belle Arti verso lo sfratto

Accademia di Belle Arti verso lo sfratto

10 Febbraio 2026
in Cultura, Top
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Da scuola abbandonata a laboratorio culturale: oggi lo sfratto

Il Comune di Agrigento ha emesso un provvedimento di sfratto nei confronti dell’Accademia di Belle Arti di via Bac Bac, ad Agrigento.
L’Accademia ha sede nell’immobile che un tempo ospitava la scuola “Matteotti”. Con il calo demografico e, di conseguenza, delle iscrizioni, l’istituto, nei primi anni Duemila, cominciò progressivamente a spopolarsi, rimanendo per gran parte inutilizzato.

L’amministrazione guidata da Calogero Firetto, con il chiaro intento di ripopolare il centro storico e ridare vita a quella parte della città, ebbe l’intuizione di affidare la struttura all’Accademia di Belle Arti Michelangelo. Un’intuizione felice, anche in cambio di attività culturali per la città.

L’Accademia, con i suoi corsi di laurea frequentati anche da numerosi studenti fuori sede, è diventata in breve tempo un autentico laboratorio culturale e artistico per Agrigento, con un ritorno concreto per il territorio. L’istituzione, guidata dal preside Alfredo Prado, si è fatta carico di interventi di abbellimento urbano, contribuendo in maniera tangibile all’arredo della città: dai vasi in ceramica di viale della Vittoria ai posa-cenere artistici lungo via Atenea, fino alle numerose iniziative culturali e progettuali messe a disposizione della comunità. Ma soprattutto l’Accademia ha restituito vita, prestigio e centralità al centro storico, riportando la formazione universitaria lì dove dovrebbe essere: non ai margini della città, ma nel cuore di Agrigento, come motore quotidiano di presenza, relazioni e visione culturale.

Purtroppo, nel 2023, il Ministero dell’Università ha revocato l’accreditamento dei corsi di laurea in pittura, scultura e decorazione.
«A causa di una controversia con funzionari del Ministero dell’Università, che sostengono di non aver ricevuto negli ultimi anni i modelli statistici (ma non è vero) – commenta Alfredo Prando, da noi contattato – abbiamo comunicato al Comune di non essere momentaneamente in grado di pagare il canone di affitto. In otto anni abbiamo versato circa 400.000 euro. Dopo tutto ciò che abbiamo fatto per il Comune e per la città, oggi ci è stato notificato lo sfratto per mancato pagamento. Vedremo il da farsi».

Sul caso interviene anche Calogero Firetto: «L’Accademia è stata in questi anni un’autentica agenzia di rigenerazione. Alfredo Prado ha offerto un impegno generoso al servizio della città. Voglio sinceramente e fortemente sperare che si possa ristabilire un corretto rapporto con il Ministero e che questa bella realtà torni a splendere, come accadde tra il 2015 e il 2020».

La determina del Comune di Agrigento, firmata dal responsabile del Settore Patrimonio, dispone l’avvio della risoluzione del contratto di locazione dell’immobile comunale di via Bac Bac (ex scuola “Matteotti”), affidato dal 2016 al Centro Servizi Educativi s.c.r.l., soggetto gestore dell’Accademia di Belle Arti.

Il provvedimento nasce da un inadempimento grave e persistente nel pagamento del canone di locazione. Il Comune accerta che il Centro Servizi Educativi non ha versato i canoni semestrali dovuti, risultando moroso per l’intera annualità 2025 e per il primo semestre 2026, nonostante una formale messa in mora notificata il 12 novembre 2025. Secondo l’ente, le inadempienze contestate rientrano pienamente nella fattispecie prevista dagli articoli 1453 e seguenti del Codice Civile, che consentono la risoluzione del contratto.

Nella determina viene inoltre richiamato un interesse pubblico immediato e concreto: il Comune evidenzia la necessità di recuperare urgentemente la disponibilità dell’immobile per destinarlo a uso scolastico. A seguito di verifiche tecniche sulla stabilità di un altro edificio scolastico cittadino, quello di via Acrone che ospita la scuola secondaria di primo grado “Pirandello”, sarebbero emerse criticità strutturali tali da imporre la ricerca immediata di locali alternativi.

La determina comunale richiama però anche gli aspetti amministrativi ed economici del rapporto. Il contratto di locazione dell’immobile di via Bac Bac, stipulato nel 2016, prevedeva un canone annuo successivamente definito in 35.920 euro. Secondo quanto accertato dal Comune, il Centro Servizi Educativi non avrebbe provveduto al pagamento dei canoni relativi all’intera annualità 2025 e al primo semestre 2026, nonostante una formale messa in mora notificata nel novembre scorso. Una morosità ritenuta grave e persistente dall’ente, tale da giustificare l’avvio della procedura di risoluzione del contratto e l’escussione della garanzia prevista.

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