Il Belgio vuole estradare Rizzo: coltivava droga e deve pagare il conto con la giustizia

La magistratura belga reclama il trentaduenne Mario Rizzo, neo collaborante le cui dichiarazioni alla squadra mobile e alla Procura potrebbero portare presto ad altri sviluppi. La Corte di appello, dopo che in precedenza si era tenuta l’udienza nella quale Rizzo era stato assistito dal suo difensore, l’avvocato Gero Lo Giudice, ha preso atto del nuovo provvedimento cautelare e ha disposto, per la seconda volta, lo slittamento della consegna alle autorità belghe.

In particolare viene dato il via libera all’estradizione ma la consegna materiale del detenuto viene rinviata in quanto Rizzo, che ha alle spalle diverse vicissitudini per droga, furto e violazione della libertà vigilata, deve prima saldare il suo debito con la giustizia italiana a cui, adesso, si è aggiunta questa nuova accusa di tentato omicidio.

La giustizia belga ne chiede la consegna perchè, negli anni scorsi, era stato scoperto a coltivare droga e poi, dopo essere stato posto ai domiciliari, aveva rotto il braccialetto elettronico per fuggire.