I ristoratori in formato “Start & Stop”: a pranzo stiamo lavorando

Aperti, chiusi e poi riaperti ma solo fino alle 18. I ristoratori in formato “Start & Stop”, come il sistema che arresta il motore dell’auto durante le fermate prolungate e lo riavvia poi rapidamente, si adeguano alle disposizioni e fanno di necessità virtù. Con il ritorno della zona gialla in Sicilia, anche i ristoratori agrigentini hanno riaperto al pubblico per il pranzo. E’ il caso di Alberto e Chiara che nella via principale della città hanno investito aprendo “Yellov” un locale in stile vintage dove è possibile sia assaporare piatti di tradizione italiana come pasta alla carbonara e cacio e pepe, che pietanze a base di carne. “A pranzo stiamo andando bene – dice Chiara – tanto che abbiamo pensato di sopprimere il giorno di chiusura e allungare la settimana lavorativa. Vogliamo approfittare di questo momento di riapertura sia pure parziale”. Mentre parla Chiara da’ uno sguardo allo smartphone per controllare che i dati pandemici non siano ancora saliti. La speranza è di continuare a lavorare senza nuove chiusure. “Siamo ottimisti – aggiunge il fratello Alberto – a pranzo stiamo ritrovando i nostri clienti anche quelli che abitualmente frequentavano il locale la sera”. Se chiedi ai due giovani ristoratori se hanno avuto sostegno e aiuti economici, rispondono che nulla di veramente adeguato è stato fatto in questo periodo di pandemia per aiutare la categoria. Spostandoci in zona Valle dei Templi la situazione non cambia. Dello stesso parere è Alfonso Sanfilippo de Il Re di Girgenti. “Le abitudini dei clienti stanno cambiando – dice – se prima la gente preferiva andare al ristorante la sera, in tanti adesso si stanno adeguando agli orari del pranzo”. A San Leone si approfitta delle belle giornate con un sole primaverile per pranzare in riva al mare. Aria Luce ha ordinato un piatto di pesce e un calice di vino bianco. “Godiamoci questi momenti – dice – con la speranza di non tornare indietro ma guardare avanti”. Intanto i rappresentanti delle associazioni di categoria sono stati convocati al tavolo ricognizione del disagio sociale, istituito dal Prefetto Maria Rita Cocciufa. Durante l’incontro si è parlato della necessità di riavvicinare le istituzioni alle imprese ed ai lavoratori, Confartigianato ha chiesto espressamente di accompagnare le aziende quando saranno chiamate ad alzare le saracinesche “poiché le aziende del territorio- hanno riferito- lamentano ristori promessi e mai arrivati.