I consigli dello pneumologo Giuseppe Catania per affrontare il coronavirus

Il medico Giuseppe Catania, Specialista in pneumologia, nonché Segretario del Sindacato Medici Italiani – Regione Sicilia – ha scritto una lettera aperta sul trattamento del coronavirus  (Covid-19):

Cari Colleghi, allo stato attuale non si hanno dati statistici significativi sulla effettiva entità e trasmissione del Coronavirus (covid-19), ma soltanto stime che risultano fallaci e fuorvianti.

Si rende, pertanto, necessario uno screening di massa per saggiare almeno il 10% della popolazione, presa a random, al fine di avere contezza sull’effettiva diffusione del virus, tenuto conto che molti soggetti già contagiati o sono asintomatici, o hanno una sintomatologia molto lieve, oppure diagnosticati per altro tipo d’infezione.

La profilassi: 

Il virus, come tutti gli altri virus, vive dentro le cellule, il contagio è interumano e si trasmette per via aerea tramite le particelle di Flugge della saliva, dove è possibile la presenza di cellule infette.

Fuori delle cellule il virus vive poche ore.
Pertanto, è giusto e doveroso mantenere le distanze sociali.
Bisogna attenzionare molto alla carica virale sviluppata dal soggetto portatore del virus, più è alta maggiore è rischio di trasmissione della malattia.
Puntare molto sull’immunità innata, detta anche naturale o nativa, contando molto nei meccanismi di difesa cellulare e biochimici pre-esistenti all’infezione e presenti a reagire con rapidità.

Salvaguardare il nostro sistema mucociliare, evitando in maniera assoluta il fumo per non determinare discinesie dell’apparato di difesa.
Nello stesso tempo allontanarsi da ambienti inquinati, che come il fumo danneggiano la nostra difesa e la immobilizzano.
Ridurre quanto possibile le ossidazioni e i radicali liberi.

Indicazioni terapeutiche:

Se vi è il contagio, prima della replicazione utilizzare gli inibitori delle neuramidasi (come il Zanemivir).

In caso dei primi sintomi, come febbre e dispnea (quantificata con un semplice ossimetro), bloccare le citochine proinfiammazione (TNF alfa, IL-1, IL-6, IL-8), che sono alla base della nostra difesa e che in questo caso sono la nostra distruzione, poiché i danni sono derivati dalla nostra eccessiva lotta antivirale (si ricorda la teoria della Sherlock per il virus dell’epatite B: il danno maggiore lo fa la nostra difesa e non il virus, che vive dentro la nostra cellula; chi lotta più energicamente, strano a dirsi, è colui che soccombe più celermente!). Come si bloccano? Con lo storico cortisone.
Oppure potenziare le citochine anti-infiammatorie, come il TGF beta, IL-4 e IL-10 per spegnere la flogosi, così dannosa.

Doverose riflessioni e una sollecitazione 

Il virus influenzale senza i vaccinati forse avrebbe portato a maggiori mortalità.

La letalità di questo virus non può essere maggiore di un virus influenzale, in quanto non avrebbe interessato quasi totalmente la fascia più vecchia, ma tutte le fasce.

Stiamo attenti all’economia, perché il rischio è quello di morire non per il virus, ma assieme al virus per carestia.

Alziamo la voce affinché, almeno il medico, sia dotato di mascherine a lunga durata. Grazie per l’attenzione e buon lavoro a tutti.