Girgenti e “il logo della discordia”: quella targa continua a non piacere

Continua a non piacere agli agrigentini la creazione artistica di Nino Parrucca al quale l’amministrazione Firetto ha affidato il compito di realizzare una targa con scritto Girgenti ed il logo della città da mettere in bella mostra nella scalinata Madonna degli Angeli.  A non piacere è proprio il logo dipinto, a detta della maggioranza, non fedelmente. Ma anche le piastrelle che compongono l'”opera” non sono state gradite e anzi considerate da qualcuno “al pari di quelle usate per i rivestimenti dei bagni”.

“L’arroganza e lo sprezzo dell’amministrazione comunale, oltrepassa ogni limite e sconfessa la democrazia in questa città”. A dichiararlo l’agrigentino Carmelo Cantone.
A fronte di una petizione firmata da circa 500 persone ( chiara espressione di una volontà popolare) nella quale, con garbo ed eleganza veniva chiesta la rimozione di questa pessima e costosa “scelta artistica”,(che comunque finisce per ridicolizzare il logo, simbolo della nostra città)– continua Cantone- notiamo una totale chiusura del Governo della città, sulla disponibilità ad esaminare oggettivamente i fatti e sulla volontà di mantenere un rapporto dialogante con i cittadini”. Lo stesso si dichiara deluso ed amareggiato di non aver sentito neanche la voce di un solo consigliere comunale. 

Ad unirsi al suo pensiero anche altri concittadini che commentano così: “Una città devastata e abbandonata! Le uniche cose che ha fatto questa amministrazione, sono storpiare il simbolo dei Telamoni e il nome della città in Girgenti. Sembra che ci sia la volontà di voler distruggere questa città”. E poi ancora: “Al di là dell’immagine dei Telamoni … che sembrano ermafroditi ….. ma la cornice con i fiori di Mandorlo è una vera bestialità…. i fiori di Mandorlo sono bianchi e non rosa ( fiori di pesco) . Parrucca questa volta hai toppato ….. e non venitemi a dire che è libera espressione ed interpretazione dell’artista perché con certe cose si può avere la propria idea ma non si può stravolgere la tradizione!”

C’è anche chi prende le difese dell’artista Nino Parrucca: “Non farebbe mai una porcheria simile e lo stile è diversissimo.  Se ha fatto una cosa del genere lo hanno costretto sicuramente”.

Il problema principale comunque resta non la targa in sè ma ciò che rappresenta in questo periodo e dunque spese forse che si potrebbero evitare visto le casse comunali e poi per rendere più bella la Città dei Templi ci vuole ben altro.