Giorno della Memoria: nell’Archivio di Stato custodite testimonianze uniche

Il  Giorno della Memoria, istituito per commemorare le vittime dell’Olocausto, sottolinea la dimensione etica  del ricordo, che non è solo celebrazione, ma strumento di consapevolezza, di riflessione e di formazione delle coscienze. I documenti archivistici restituiscono frammenti di memoria e rendono vigile l’attenzione sugli eventi storici e sul valore della conoscenza. In occasione delle celebrazioni del 2022, l’Archivio di Stato di Agrigento presenta alcuni documenti provenienti dal fondo “Questura di Agrigento”, relativi all’applicazione del R.D.L. 7 settembre 1938-XVI, n. 1381, uno dei provvedimenti principali della politica razziale del regime fascista. 

Nel testo di legge veniva stabilito chi poteva essere considerato ebreo, individuando misure specifiche per gli ebrei stranieri, tra cui la revoca della cittadinanza e l’espulsione dal territorio italiano. Con l’istituzione della “Rubrica speciale degli ebrei stranieri”, inserita nel Servizio Rubriche di Frontiera, si avviava un processo di segnalazioni alle varie frontiere dei nomi degli ebrei che dovevano essere espulsi dall’Italia, secondo quanto previsto dall’articolo 4 del decreto stesso. I documenti prodotti dalle Prefetture e dalle Questure, testimoniano l’applicazione sul territorio delle leggi razziali e rendono tangibile la progressiva pervasività di provvedimenti i cui esiti sono tristemente noti. Quanto accaduto nei drammatici anni delle persecuzioni razziali ha lasciato traccia anche nella produzione documentaria, come testimoniato dai documenti del fondo “Questura di Agrigento”. Nel fascicolo relativo alla Rubrica speciale degli ebrei (fig.1), sono particolarmente rilevanti le disposizioni contenute nella nota del Ministero dell’Interno, Direzione Generale della Pubblica Sicurezza – Divisione frontiera, del 24 novembre 1938, indirizzata ai Prefetti del Regno e alla Regia Questura di Roma(fig.2), così come le numerose note di ricezione da parte dei diversi uffici di pubblica sicurezza (fig.3).

Le vite di centinaia di persone sono state racchiuse in quelle parole che ricorrono nei documenti: segnalazioni ed elenchi. Da quelle liste è iniziato un avverso destino. Da quegli eventi e da quei documenti, oggi e per il futuro, nasce il dovere di non dimenticare.