Gela, Emergenza rifiuti: indagati sindaco e vice

GELA. La Procura della Repubblica di Gela ha esercitato l’azione penale con richiesta di rinvio a giudizio, depositata presso l’ufficio GIP del Tribunale, nell’ ambito del procedimento penale instaurato nell’ aprile scorso a seguito dell’ accumulo indiscriminato nel territorio del Comune di Gela di un ingente quantità di rifiuti, non raccolti ed in parte date alle fiamme, con conseguenti pericoli igienico-sanitari per la popolazione.

“Le contestazioni – fa sapere il procuratore Fernando Asaro – riguardano fattispecie di reato – nei confronti del sindaco Domenico Messinese, del Vice Sindaco, Simone Siciliano ed Assessore alla Tutela Ambientale e del Dirigente del Settore Ambiente del Comune di Gela – di rifiuto ed omissione di atti di ufficio e nei confronti del rappresentante legale della società TEK.R.A. Servizi Ambientali s.r.l. aggiudicataria della gara di appalto in materia di rifiuti, per il reato di interruzione di servizio di pubblica necessità. Le indagini preliminari sono state delegate congiuntamente alla Compagnia Guardia di Finanza e al Nucleo Operativo Carabinieri di Gela.

Intanto la Tekra, la società campana che si occupa della gestione dei rifiuti a Gela, non dovrà solo garantire il servizio “porta a porta” ma dovrà anche rimuovere i rifiuti che vengono abbandonati lungo le vie, nei marciapiedi e nelle aree balneari di Manfria e Roccazzelle. E’ questa la decisione del sindaco di Gela, Domenico Messinese, che ha emesso una nuova ordinanza. Inoltre, la ditta dovrà procedere al diserbamento, al fine di scongiurare eventuali incendi durante la stagione estiva e al lavaggio meccanizzato.