«Se possiedi un giardino e una biblioteca, hai tutto ciò che ti serve», scriveva Cicerone.
La citazione, spesso evocata per la sua apparente semplicità, richiama in realtà l’idea che la felicità nasca dal rapporto consapevole con due ambienti fondamentali, il giardino come esercizio di cura e conoscenza del mondo naturale e la biblioteca come spazio di studio, memoria e continuità del sapere umano. Proprio da questi due luoghi ha preso avvio il percorso di formazione scuola-lavoro degli studenti del Liceo Scientifico Politi, promosso da Archeoclub d’Italia – sede di Agrigento – che ha scelto come prime tappe il Giardino Botanico di Agrigento e la Biblioteca comunale di Agrigento “La Rocca”.
La scelta dell’Orto Botanico ha consentito ai ragazzi, guidati dai docenti Gisella Piro e Fabio Quadarella, di riflettere sul concetto di conservazione partendo da un ambito apparentemente distante dal mondo dei libri ma strutturalmente affine. Grazie alla guida ambientalista Carmelo Roberto, hanno osservato specie della macchia mediterranea e varietà provenienti da altri contesti geografici, comprendendo come classificazione, tutela e studio costituiscano strumenti fondamentali per preservare la biodiversità. Analoga attenzione è richiesta quando una comunità decide di proteggere i propri libri, di catalogarli, di conservarli, di renderli accessibili, riconoscendo in essi un elemento identitario.
Il passaggio alla Biblioteca comunale di Agrigento “La Rocca”, seconda tappa del percorso, ha rafforzato tale impostazione, mettendo in evidenza il legame tra tutela e fruizione pubblica. Accolti dalla direttrice, Dott.ssa Loredana Bruccoleri, gli studenti hanno analizzato la funzione della biblioteca come istituzione civile, luogo in cui la conservazione del patrimonio si integra con il diritto di accesso alla conoscenza.
In tale contesto, l’incontro con l’autrice agrigentina Laura Licata ha consentito di approfondire il processo di scrittura e pubblicazione, collocando il libro nella sua dimensione professionale.
La tappa presso l’Archivio di Stato di Agrigento ha ampliato ulteriormente l’orizzonte, introducendo gli studenti alla dimensione documentale della memoria collettiva.
Sotto la guida della direttrice, Dott.ssa Rossana Florio, e dei collaboratori dell’istituto, i ragazzi hanno esaminato documenti storici cogliendone il valore giuridico, amministrativo e identitario, mentre l’utilizzo di strumenti digitali e dell’app PArchium ha mostrato come la conservazione possa dialogare con l’innovazione tecnologica, garantendo accessibilità senza compromettere l’integrità delle fonti.
Il laboratorio conclusivo, “Editore per un giorno”, ha tradotto le riflessioni teoriche in pratica operativa. Gli studenti, guidati da Graziella Pecoraro, Direttrice della VGS LIBRI, insieme all’Ing. Calogero Ferrara e alla Presidente Archeoclub Angela Roberto, hanno simulato l’intera filiera editoriale, assumendo ruoli differenziati e confrontandosi con le dinamiche reali della redazione, della progettazione grafica e della comunicazione. Il dialogo diretto con l’autore del testo, Emanuele Scandiffio, in collegamento streaming, ha permesso ai ragazzi di porre domande e curiosità.
Il percorso, articolato tra ambiente naturale, biblioteca, archivio e laboratorio editoriale, ha delineato una visione integrata del libro come bene culturale, inteso al tempo stesso come memoria, patrimonio e lavoro qualificato. La formazione si è così collocata all’interno di una rete di istituzioni culturali che operano in sinergia per custodire e trasmettere il sapere, offrendo agli studenti strumenti critici e consapevolezza professionale in un contesto radicato nel territorio e aperto alle trasformazioni contemporanee.
G. P.
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