A Favara, situazione davvero intollerabile per il problema-acqua

A Favara, situazione davvero intollerabile
per il problema-acqua

Intollerabile perché davvero non se ne può più, nel senso crudo e letterale della parola!
Anzi intollerabile può sembrare un eufemismo e forse lo è, rispetto ai tanti vocaboli violenti e magari volgari che è possibile vedere usati sul network più popolare o ascoltare nel linguaggio comune, specialmente in questi giorni.
Intollerabili i turni di distribuzione che si sono a dismisura allungati e quando dopo 10 giorni di attesa, il cittadino si sente dire dal call center del gestore che “per il basso livello di approvvigionamento nei serbatoi il turno è stato annullato”, si può immaginare quali parole escano dalla bocca, dalla mente e dal dito, che batte la tastiera del computer.
Credo che basti solo questo per constatare come a Favara sul problema acqua lo stato delle cose sia davvero giunto ad un livello di saturazione al negativo, come mai prima in passato.
Eppure Favara non è proprio nuova a diatribe sul problema acqua… nel passato remoto, prossimo e recente. Nella precedente sindacatura, nessuno ha dimenticato l’aspro confronto in Consiglio Comunale … con un atto di indirizzo politico approvato all’unanimità dal Consiglio, con esposto contro Girgenti acque, a cui però non ha aderito il Sindaco in carica , … giudicando quell’esposto piuttosto blando e dichiarando che avrebbe presentato un esposto di diverso e più forte tenore… preparato dai legali del Comune, ma di cui poi, pare , che non si sia saputo più nulla.
E per questo lo scambio inusuale di accuse con il segretario politico del PD, lo stesso Partito dell’allora Sindaco, con sospette accuse di corruzione, clientelismo e parentopoli, … di cui pure si parlava nei quotidiani,…accuse proprio legate alla questione acqua,… mentre si teneva a precisare di non avere comunque “scheletri negli armadi”.
Come dire tutti innocenti…ma comunque l’acqua non solo continuava a mancare, anzi, non si sa per quale motivo, continuava ad aumentare i costi, sino alla situazione attuale diventata adesso, davvero, davvero intollerabile.
E la cosa ancora più grave, oltre il palleggio di colpe e responsabilità, tra ATI, Girgenti-acque, Sicilia acque, provincia, Prefettura, Comune, Regione, ecc… ecc…. è che tutte le Autorità, a parte la Sindaca di Favara, che ha inviato ancora una volta una diffida ufficiale, per il resto tutte le Autorità ….proprio tutte stanno a guardare ed il popolo ad arrabbiarsi, imprecare, soffrire e maledire.
In questo clima, forse si spiega e si comprende come a Favara, il 2 giugno, a parte qualche voce isolata, nessuno abbia voluto festeggiare la repubblica. Un gesto da interpretare forse unicamente verso chi in questo momento la rappresenta e che nulla fa davvero di efficace per assicurare al popolo un bene cosi essenziale come l’acqua.
Chi scrive, vive dall’interno la situazione e giudica comprensibile la generale sfiducia, amarezza e disperazione…che – Dio non voglia ! – potrebbe anche produrre qualcosa di eccezionalmente grave che nessuno si augura.
Ma intanto qualcosa di concreto bisognerebbe subito fare ! Non serve gridare….diffidare…dire parole sconce….ecc. ecc.. tutto un inutile e sterile bla… bla… bla… occorrerebbe forse intanto e subito, ristabilire un minimo di legalità da parte dell’Autorità che ha il potere di intervenire, cioè assicurare i cittadini che non pagheranno per i giorni che non hanno ricevuto il servizio.
Quindi sottrarre dalla bolletta i giorni accertati di mancato servizio…. E tanti hanno dovuto provvedere a loro spese per comprare l’acqua con le autobotti !
Non è un’ingiustizia ed un assurdo giuridico pagare anche per i giorni in cui il servizio non è stato prestato ?
Poi su tutte le voci che girano, si facciano i dovuti accertamenti da parte di chi ha il dovere di agire per il ruolo che occupa, puntando unicamente al bene comune….
E probabilmente alcune magagne riceverebbero la dovuta sanzione …..
La democrazia ci guadagnerebbe e soprattutto la convivenza civile, al momento fortemente intossicata da palesi abusi, nell’indifferenza impiegabile di chi proprio dai cittadini ha ricevuto fiducia.
Diego Acquisto