Favara- Serve più calma ed intesa, meno contrapposizioni e più dialogo

Sì, più calma ed intesa,  soprattutto in chi è stato chiamato a particolari responsabilità,  compresi i 24 Consiglieri Comunali che rappresentano l’intera cittadinanza, perché la confusione sembra aumentare ed il popolo anche  non manca sicuramente di valutare  decisioni, parole e comportamenti. E’ il bello della democrazia che nell’attuale situazione si esprime sui social, dove non mancano commenti.

Per venire al dunque…a cominciare dalla proibizione della cosiddetta “manu o mortu”, da parte Sindaca dott.sa Anna Alba  che, in conseguenza del coronavirus, ha emanato qualche giorno fa’ un’ordinanza,   proibendo la stretta di mano al Cimitero;  al Vicario Foraneo don Marco Damanti che (raccogliendo la puntuale e preziosa informazione del solito Moscato) sui social si è affrettato a dire  che bisogna pure rispettare, specie in questa situazione,  anche l’Ordinanza n. 233 del 2012, sistematicamente trascurata, sia davanti la casa del defunto, che  davanti la chiesa, in occasione del “funus praesente cadavere”, del trigesimo ed anniversario .

E quindi solo, ancora a mo’ d’esempio,  sempre in questi giorni del pericoloso contagio del coronavirus, la carente situazione igienica della città, costellata da  tanti cumoli d’immondizia. E che deve pure assistere a qualche automezzo che, strada facendo,  sparge  parte ei rifiuti raccolti per le vie della città, senza intervento di nessuno, e solo per mancata attenzione.

E la prova di un simile fatto inusuale – (è il bello della democrazia!) – la fornisce con  foto,  qualche Consigliere Comunale che magari  ha pure votato l’aumento della tari. Per invocare più impegno ed attenzione non solo da parte degli operatori ecologici, ma anche  di quanti trascurano il dovere della vigilanza.

Per non parlare poi dei giudizi postati sui sociali da parte di non pochi dei 24  Consiglieri Comunali  che, in un incrocio impressionante  di reciproche accuse, parlano di frequente “distorsione della verità”, di  “sciacallaggio politico”, di mancato coraggio ad affrintare le varie disfunzioni, che mortificano città e cittadini. Suggerendo perciò    di incalzare la Sindaca,  l’Assessore al ramo, il dirigente preposto, ecc… insomma quanti palesemente mancano – (vuole dire) – al loro dovere di controllo. Omettemdo pure di applicare le sanzioni previste.

Accuse, che – come si vede – non risparmiano nessuno, nemmeno da  parte di altri lo stesso Presidente del Consiglio Comunale,  pubblicamente accusato di non rispettare la democrazia,  utilizzando la sua discrezionalità a suo uso e consumo.

Ed ancora, sempre  da parte di  qualcuno che  ricopre cariche istituzionali,  che giudica l’operato di alcuni Consiglieri Comunali inficiato di “ridicolo”, perché  sostanziato  da “capovolgimenti”, pretestuose “opposizioni”, colpi bassi,…. voltaspalle e piccole tragedie…., insomma una vera e propria attività gattopardiana”, in una logica  “di incoerenza politica”.

Insomma ce n’è proprio abbastanza, mentre la situazione, forse unica in Italia, resta  pirandelliana,  in riferimento alla verticale spaccatura  in due parti uguali dei 14 Consiglieri pentastellati, sette  pro e sette contro l’Amministrazione  Comunale, al vertice con targa pentastellata.

E per finire, la polemica sulla toponomastica, che pare registrare un intervento della Prefettura, sollecitata dall’ANPI, che ricevuta dallo staff prefettizio,  annuncia sui social una imminente sospensione della delibera di Giunta n.16 del 6 febbraio u.s. che pure dalla Sindaca era stato dichiarato – pare – immediatamente esecutivo.

Insomma, anche da questa incompleta carrellata, pare davvero un po’ troppo quello che sta succedendo da parte di una ristretta fascia ! Occorre invertire subito la marcia.   Ed al di là delle diverse legittime posizioni e  sensibilità, nel rispetto dei ruoli, da parte di tutti maggiore senso delle istituzioni, parlano meno ed operando meglio.

Diego ACQUISTO