Favara – A margine del Consiglio Comunale aperto sul dissesto

L’angolo di don Diego: Favara – A margine del Consiglio Comunale aperto sul dissesto

-di Diego Acquisto

Favara – A margine del Consiglio Comunale aperto sul dissesto Mentre seguo i lavori leggo – vedi caso – dello scrittore favarese Antonio Russello quello che Giambattista dice al prete, “Voi vi cibate di preghiere, io di pensieri … tutti e due non sopportiamo moglie … e lavoriamo in un’industria che va sempre più in fallimento, quella della parola …”. Ce n’è per tutti, chierici e laici, specie però per quet’ultimi, se impegnati direttamente nel sociale o (meglio o peggio!) nel politico ! Intanto ha ragione Russello ! quante parole su un episodio terribilmente concreto: il dissesto. Se è frutto di una politica nazionale o di quella locale ! se è una scelta politica o tecnica !

O se è una scelta tecnica, ma frutto avvelenato di una scelta politica del passato remoto, recente e recentissimo, e quindi una conseguenza comunque politica ….! Che si trova (vedi caso !) però necessariamente ad essere affrontata da quella che alcuni chiamano “antipolitica” … Che a sua volta però finalmente e fortunatamente genera un bisogno di politica. Stavolta – vivaddio – quella vera ! Mah ! E nel mentre leggo questo affermazioni, leggo subito dopo, sempre da Russello le parole di Giambattista : “Queste terre sono povere dall’eternità e sono pronte per un’altra eternità a prolungare la loro miseria. Tuttavia siamo noi che facciamo povere le terre …”. E mi viene spontaneo esclamare, “Povera la nostra Favara”, anche se la speranza è che finalmente … si inverta la marcia. E mi viene pure subito da pensare a quello che Qualcuno ha detto: “L’albero si conosce dai frutti”. Un detto saggio … così come pure sento che qualcuno, che ha partecipato alla riunione del Consiglio Comunale aperto, dice “Quannu l’arbulu è tintu e nun porta frutti, si scippa”.

E la riunione del CC aperto, con un’ampia discussione durata molte ore, in cui ognuno ha avuto modo di dire la sua, (tante parole!) …..bisogna dire che la discussione si è comunque svolta in un clima di responsabile serenità, nel rispetto reciproco delle persone e dei ruoli istituzionali. Favara insomma ha mostrato maturità, anche perché ormai abituata a tutto, specie dopo il recente passato, quando al dissenso sulla linea amministrativa seguivano magari anche le dimissioni di tanti, dal Presidente del Cons. Comun., ad alcuni Assessori, a tanti Cons. Comn. a catena, alcuni anche con pesanti motivazioni messe a protocollo e date alla stampa ! Dai cittadini comuni, quelli che sicuramente poco o niente si intendono di numeri e meno ancora di calcoli finanziari, dopo le tantissime parole ascoltate, discutendo tra loro tiravano così il succo: “Cunpari…magari doppo quannu s’avianu addunatu di lu dannu, avianu a mettiri subitu giudiziu…e magari anche di un solu euru, scalari lu debitu…..’meci no ! …ancora debiti e debiti….debiti ‘ncapu debiti…. …!”. E intanto c’è anche chi, più colto ed istruito, per dare un messaggio si trincera dietro quel proverbio che dice: “ Meglio testa di lucertola che coda di serpente”. E mi viene di dire, BOH ! staremo a vedere, perché la saggezza sapienziale latina dice pure che “non omnia opera peccatorum sunt peccata”. Cioè non tutte le opere del peccatore sono peccati! Altrimenti sarebbe davvero disastroso e si smentirebbe tuta la sapienza pedagogica, antica e moderna.

Diego Acquisto



In questo articolo: