Falsa partenza processo contro gruppo Whatsapp per evitare i posti di blocco

Falsa partenza per un difetto di notifica a tre imputati, della prima udienza del processo relativo al gruppo WhatsApp, che indicava la presenza di posti di controllo sulle strade, scaturita dall’operazione denominata “Uomini immiezzu a via” è stato rinviato al 27 gennaio. Il Gip del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, aveva chiesto ai difensori, se intendevano presenziare l’udienza o svolgerla via telematica. I difensori non hanno prestato consenso, per cui l’udienza sarà trattata nell’aula “Livatino”.

Il pubblico ministero della Procura della Repubblica di Agrigento, Paola Vetro, ha chiesto il rinvio a giudizio di 62 persone, quasi tutte di Canicattì.

L’indagine è scaturita dal ritrovamento casuale del telefono cellulare di uno degli iscritti al gruppo. Nella lista degli indagati anche autisti di ambulanze o di mezzi di soccorso e camionisti. Secondo la Procura, gli indagati, interrompevano e turbavano i servizi di controllo delle forze di polizia sulle strade, attraverso lo scambio di informazioni, in maniera costante e coordinata.

Nel collegio difensivo, tra gli altri, gli avvocati Angela Porcello, Calogero Meli, Giovanni Salvaggio e Luigi Troja.