Emergenza sanitaria, tanti cittadini pronti a donare ma l’azienda non può accettare soldi

C’è un’Agrigento dal cuore generoso e solidale che batte. Che prova a fare la propria parte per cercare di arginare l’emergenza sanitaria. Dopo l’imprenditore Salvatore Moncada, che ha donato 100mila euro per l’acquisto di strumentazioni e respiratori destinati   all’ospedale «San Giovanni di Dio», si intensifica la gara d’aiuto, per sostenere le encomiabili attività di   medici e infermieri, nella lotta contro la diffusione del Coronavirus. All’Asp 1 di Agrigento sono arrivate proposte di donazione di denaro. Ma l’azienda sanitaria provinciale, attraverso i propri canali istituzionali, è stata chiara: «Non è possibile accettare soldi da privati o da associazioni, né tantomeno l’azienda può assumere alcuna responsabilità circa la raccolta di fondi. L’azienda ha invece la possibilità di accettare proposte di donazioni di strumentazioni, attrezzature e presidi sanitari le cui procedure amministrative saranno gestite a cura del proprio servizio di Affari generali. Sarà pubblicato prima possibile sul sito internet dell’Asp – hanno reso noto – l’elenco del materiale sanitario che risulta necessario ai reparti ospedalieri e che potranno essere acquistati previo accordo con l’Asp». I potenziali donatori, per avere delucidazioni sulle procedure da seguire, possono rivolgersi al coordinamento di lavoro che è stato appositamente costituito. Risulta composto   da Calogero Muscarnera per la parte organizzativa e da Alfonso Cavaleri per la componente sanitaria, mentre Maria Calderaro curerà gli aspetti relativi alla comunicazione. «Ogni comunicazione in merito dovrà   essere effettuata – hanno scritto – esclusivamente tramite l’indirizzo mail solidarieta.covid-19@aspag.it . E intanto l’imprenditore Moncada, attraverso una nota,   afferma: «Stiamo vivendo tutti una situazione non felice, anche sul piano economico. Tuttavia, comprendendo la gravità di quanto sta accadendo, riteniamo sia giusto dare un concreto apporto di mezzi al nostro territorio».