E-cig, in Italia spunta la rete di locali pro-vaping: ecco come funziona

E-cig, in Italia spunta la rete di locali pro-vaping: ecco come funziona

 

Anche in Italia si è diffusa una delle tendenze più importanti degli ultimi tempi. Parliamo delle sigarette elettroniche, note anche come e-cig, che ultimamente spopolano, con la speranza di mettere la parola stop al fumo del tabacco tradizionale. Gli italiani dimostrano di apprezzare molto i prodotti in questione, come confermato fra l’altro dai dati di settore. Secondo il report di Eurispes, infatti, si scopre che nella Penisola il mercato delle e-cigarettes vale al momento ben 800 milioni di euro. E il censimento di Eurispes ha portato alla luce altri dati interessanti: esistono già circa 2.500 negozi di e-cig e sono circa un milione e mezzo di “svapatori” presenti nello Stivale, con oltre 10.000 player di settore.

 

Da oggi si svapa anche nei locali italiani

 

Seguendo l’onda lunga di questo trend, in Italia è spuntata recentemente anche una rete di locali “pro-vaping”.

E infatti da quest’anno si può svapare anche in molti locali italiani, dai pub alle discoteche, passando per i bar: tutte strutture che hanno già aderito al network “Vaping Friends”. Si tratta di una vera e propria rete di location creata da Blu, noto marchio che si è specializzato nella sigaretta elettronica, proponendola ad un prezzo competitivo sul mercato italiano. Chi ha aderito all’iniziativa, ha voluto spiegare i perché della propria decisione. In primo luogo si tratta di un servizio extra fornito ad un paniere di clienti oramai molto ampio: gli svapatori in Italia sono tantissimi, e la possibilità di poter usare le e-cig in questi locali rappresenta ovviamente un plus non da poco. In secondo luogo, le attività che hanno aderito alla rete di Blu sono fermamente convinte di non produrre un danno ai clienti non fumatori, semplicemente perché le e-cig non emanano cattivo odore e perché non sussistono tutti i problemi relativi al fumo passivo delle sigarette tradizionali.

 

Perché concedere l’uso delle e-cig al chiuso

 

D’altronde l’iniziativa stessa di Blu cavalca l’onda di un vero e proprio “movimento popolare”: sono gli stessi svapatori ad essere stanchi di non poter portare le e-cig durante le proprie uscite. Anche i numeri sono dalla parte degli svapatori tricolori, che rappresentano infatti il 10% dei fumatori della Penisola, stando ai dati prodotti dal report di GFK. Infine, chiudiamo ritornando al binomio vapore-locali al chiuso: al contrario del fumo tradizionale, le particelle di vapore (nient’altro che piccole goccioline) si dissolvono in brevissimo tempo, il che aggiunge un ulteriore motivo per concedere l’uso delle e-cig. E nel network creato da Blu, non a caso, si trovano già alcuni locali di spicco della movida italiana.