Differenziata, Tari e circuito turistico. Avv. Mirotta in corsa per il consiglio comunale

Avv. Mirotta, lei sarà candidato al Consiglio comunale con la lista Onda, la campagna elettorale è entrata nel vivo, molti cercano di denigrare l’avversario sul piano politico ma ancora oggi, pochi parlano di programmi.

È vero, ma penso che questo sia legato ad un fase embrionale della campagna elettorale che ha subito una brusca battuta d’arresto a causa dell’emergenza sanitaria, adesso ci siamo, ma siamo ancora alle battute iniziali e sono certo che almeno i candidati a sindaco faranno conoscere alla città il loro disegno amministrativo.

Anche i candidati al consiglio comunale, presentandosi ai propri elettori, dovrebbero però rendere noto il proprio pensiero su alcuni temi di interesse generale.

Certamente si, il voto di pancia, d’istinto, di simpatia o parentela non è mai un buon voto, soprattutto alle amministrative, bisogna leggere i programmi ed interpretarne contenuti e prospettive.

Allora entriamo nel vivo della nostra intervista: la scorsa settimana la raccolta dell’indifferenziata è saltata e la città si presenta sporca e malandata.

In un passato non troppo remoto il principale problema della città era rappresentato dalla carenza idrica, condizione essenziale della vita prima ed elemento indispensabile per la crescita del nostro territorio.
Adesso uno dei principali problemi è certamente costituito dalla pulizia della città, strettamente collegato alla raccolta differenziata.
Ed è da qui che vorrei partire: la differenziata, ha rappresentato un cambiamento epocale nel conferimento e nello smaltimento dei rifiuti.
Agrigento ha dimostrato in questi anni di essere una città virtuosa e di questo bisogna darne merito all’amministrazione uscente ed all’assessore Fontana che ne diede il via nell’ostilità collettiva, eppure ancora non basta.
Assistiamo alla presenza di mini discariche in tutta la città con grande sdegno per i cittadini onesti che pagano la Tari ed esigono un servizio efficiente, efficace e che ha inevitabilmente gravi ripercussioni su tutto il circuito turistico.
Ritengo che la soluzione del problema sia da ricercare in un maggiore controllo del territorio ed in analisi mirate dei quartieri più interessati con controlli incrociati sui dati degli immobili di cui il Comune è certamente in possesso.
Di contro però vorrei lanciare una proposta: sanzionare da solo non basta, bisogna venire incontro ai cittadini ed è per questo che sarebbe opportuno iniziare a parlare di meccanismo premiale sul passato, a cui dovranno tecnicamente pensare gli uffici comunale sulla base di una proposta politica del Consiglio.
Perchè, chi non ha pagato la Tari negli ultimi anni sarà chiamato giustamente a rispondere di sorte capitale, sanzioni ed interessi degli ultimi cinque anni, termine prescrizionale oltre il quale non è possibile andare.
Probabilmente, proprio il timore di tale trattamento sanzionatorio induce taluni a non regolarizzare la propria posizione amministrativa e sociale.
Del resto, la raccolta delle mini discariche, qualificate spesso come rifiuti speciali, pesa notevolmente sul bilancio e conseguentemente sulle tasche di tutti i cittadini onesti.
Questa soluzione avrebbe, pertanto, una duplice funzione: da un lato far emergere una situazione di illegalità diffusa che per troppi anni ha permesso ai cittadini di conferire i propri rifiuti senza pagare alcunché, dall’altro permetterebbe una crescita reale del bilancio, aumentanto le poste attive e riducendo sensibilmente quelle passive dovute alle raccolte straordinarie delle minidiscariche tutte qualificate come rifiuti speciali.

Infine, l’utilizzo di parte della tassa di soggiorno incassata dal comune ed una specifica convenzione con l’Ufficio di esecuzione penale esterna (UEPE), di cui altri enti si sono già dotati per lo svolgimento di attività di pubblica utilità, potranno dare un nuovo decoro alla città, anche attraverso il potenziamento del servizio di spazzamento.

Lei ha parlato di tassa di soggiorno, per sua natura strettamente legata al turismo, quali le sue proposte legate ad un comparto tirato per la giacchetta da più parti politiche.

Dobbiamo fare squadra con gli altri comuni rivieraschi o almeno questa è mia proposta.

In questi ultimi anni ho osservato un fenomeno forse sfuggito ai più, ma non certamente agli operatori di settore, rappresentato dalla presenza sul territorio agrigentino di una gran numero di turisti che, contrariamente al passato prolungano la loro permanenza, utilizzando Agrigento ed i suoi accoglienti b&b, come punto di riferimento e di partenza per la Scala dei turchi, per la riserva naturale orientata di Torre Salva, Giallonardo ed altri incantevoli luoghi della nostra amata terra.

Agrigento deve, dunque, essere capofila di iniziative che coinvolgano Porto Empedocle, Realmonte e Siculiana, ma altri nel tempo se ne potranno aggiungere così da offrire un’offerta turistica a 360 gradi. 

Il rilancio della via Atenea, frutto di coraggiosi imprenditori decisi ad investire e credere nel nostro centro storico a monte e nella riqualificata della Piazza Giglia, vera e propria Agorà, intesa nell’accezione del termine con il quale nell’antica Grecia si indicava la piazza principale della polis, ha permesso un riscatto sociale del nostro territorio sotto gli occhi di tutti.

Purtroppo però, la difficilissima situazione mondiale legata all’emergenza sanitaria, ha fatto crollare intere economie e la nostra non poteva non risentirne, nonostante ciò la città ha cercato di reagire ed è con questo spirito che tutti insieme dobbiamo guardare al futuro, analizzando ciò che di buono è stato fatto e migliorando quanto ancora deve essere fatto.