Il candidato Giuseppe Di Rosa pubblica il test tossicologico e sfida gli avversari: «Io l’ho fatto, ora tocca agli altri» “Io l’ho fatto, ora tocca agli altri”
Dalle parole ai fatti, nel pieno della campagna elettorale. Giuseppe Di Rosa rompe gli schemi e rende pubblico il proprio test tossicologico, dopo aver lanciato appena 24 ore prima un appello rivolto a tutti i candidati sindaci e consiglieri comunali di Agrigento.
Una mossa che sposta il confronto su un terreno diverso, quello della trasparenza personale, e che inevitabilmente alza il livello dello scontro politico.
«Lo avevo detto: io lo faccio. E oggi mantengo quell’impegno davanti ai cittadini», afferma il candidato, che ha deciso di sottoporsi a un esame su urine, rendendone pubblico l’esito.
Il documento, allegato alla comunicazione, è stato parzialmente oscurato per tutelare i dati sensibili e l’identità del centro analisi. Resta però ben visibile un elemento centrale: il test è stato effettuato seguendo le procedure previste, alla presenza di un operatore, a garanzia della regolarità e della tracciabilità del campione.
«Non si tratta di un gesto simbolico – prosegue Di Rosa – ma di un atto concreto di trasparenza. Quando si chiede fiducia ai cittadini, bisogna essere pronti a dimostrare con i fatti di meritarla».
Il candidato rilancia, senza escludere ulteriori verifiche: «Ho iniziato con il test su urine, ma sono pronto, se necessario, a sottopormi anche ad altre tipologie di esame, come quello del capello, per fugare ogni dubbio. La trasparenza non può essere a metà».
Poi l’affondo agli avversari: «Adesso tocca agli altri. Io l’ho fatto, rendendo pubblico il risultato. Chi ha davvero a cuore la trasparenza e la credibilità della politica faccia lo stesso. I cittadini hanno il diritto di sapere».
Una presa di posizione netta, destinata a far discutere e a lasciare un segno nel dibattito politico cittadino.
«Questa campagna elettorale deve segnare un cambio di passo. Meno parole e più fatti. La fiducia si conquista con la coerenza, non con gli slogan», conclude.
E chiude con una sfida diretta, che suona come un invito – o una provocazione – per tutti gli altri candidati:
«Io ci ho messo la faccia. E voi?»
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