Dalla Spagna per studiare l’archeologia di Licata: due archeologhe iberiche in città

LICATA. Dalla Spagna a Licata per approfondire la conoscenza del territorio: due archeologhe, Lordes Giron e Mercedes De Caso, sono arrivate in città ed hanno incontrato gli amministratori del Comune. “Nei giorni scorsi – scrive il Comune – le due archeologhe spagnole hanno visitato il museo archeologico della Badia. Poi, accompagnate dal direttore del Gruppo archeologico Finziade, Maurizio Cantavenera, sono state ricevute al municipio dal vice sindaco e assessore al Turismo Angelo Vincenti.

Nel corso dell’incontro, le due ospiti spagnole, attualmente impegnate ad illustrare lo studio, dal punto di vista archeologico, dei territori di Gela e Piazza Armerina, dopo aver esposto la loro attività, hanno esternato la volontà – conclude il Comune – di volere approfondire anche la conoscenza del territorio di Licata”. Il territorio di Licata è ricco di siti archeologici di grande interesse.

Oltre alla fortezza seicentesca, sul Colle Sant’Angelo sono stati rinvenute tracce di insediamenti preistorici, oltre ai resti della polis greca. Nei pressi di Monte Sole, ad ovest dell’abitato, sono venuti alla luce necropoli con tombe a grotticella e avanzi di strutture fortificate d’età greca. A est di Monte Sole si trovano una chiesa rupestre di epoca medioevale e un particolare monumento ipogeico: lo Stagnone Pontillo, singolare ipogeo di 17,75 metri per 9,30, la cui volta, alta 4,5 metri è sorretta da tre grosse colonne scolpite nella roccia; si potrebbe ipotizzare la sua destinazione a monumento sepolcrale o luogo di culto dell’età del bronzo, poi utilizzato ancora come luogo sacro in età classica, e opera idraulica dagli arabi. Sulle sue pareti, graffiti e scritte nelle più diverse lingue in uso nell’antico Mediterraneo, fanno pensare ad una sua frequentazione “internazionale”.

Inoltre il Museo Civico Archeologico della Badia, ospitato nel chiostro seicentesco di una abbazia cistercense, espone una ricca e interessante collezione di reperti preistorici e greci, opere e oggetti d’età medioevale, tutti di provenienza locale. Il museo illustra la storia ed i caratteri degli insediamenti umani nel territorio di Licata e della bassa valle dell’Imera. La Montagna di Licata, dove sorge oggi la città moderna, e le altre limitrofe, poste a controllo del fiume Imera, sono state fin dalla preistoria luogo di insediamenti umani. In particolare sulla Montagna di Licata sorgeva un centro greco arcaico che si espanse in periodo ellenistico sulle vicine alture di Monserrato e Monte Sole. In esso nel 280 a.C. il tiranno di Agrigento Finzia, trasferì le popolazioni di Gela, dopo la distruzione di quest’ultima, fondando una nuova città che prese il nome di Phintias. Tutto questo sarà oggetto di studio e di ricerca delle due archeologhe spagnole.