Un debutto che profuma di palcoscenico e promessa. Nel weekend di San Valentino, ad Agrigento, lo stilista siciliano classe 1997 ha scelto la cornice del Teatro Pirandello per presentare la sua prima collezione sposa. Una sfilata-evento che ha segnato la nascita ufficiale di “Fiorella”, il suo ingresso nel mondo del bridal couture.
Una location carica di storia e suggestione, che per una sera si è trasformata in passerella dell’emozione. Il pubblico ha accolto la collezione con entusiasmo, tra stupore e partecipazione, in un racconto che ha unito forza scenica e intimità. Un debutto capace di restituire un linguaggio nuovo per la sposa contemporanea.
La visione di Cristoforo Vizzini nasce dal palco e arriva all’altare. Il suo percorso creativo prende forma nel mondo dello spettacolo, tra luci, presenza e donne abituate a essere protagoniste. Donne che scelgono abiti che non le trasformano, ma le rappresentano. Da qui prende forma la sua idea di sposa: una donna che non rinuncia alla propria identità, ma la esalta.
“Fiorella” è l’estensione naturale di questo linguaggio. Una proposta bridal couture contemporanea che mette al centro il corpo, il movimento e la libertà. Abiti che respirano, che accompagnano, che lasciano spazio. Una sposa che non si costruisce, ma si riconosce.
Stilista siciliano, Vizzini unisce una solida formazione a una visione culturale strutturata. Dopo la laurea in Moda presso l’Accademia del Lusso, ha completato un master in Comunicazione a Roma e una laurea in Lettere, integrando competenze sartoriali e sensibilità narrativa. Nel corso della sua carriera ha firmato look per alcune tra le più importanti personalità dello spettacolo italiano e internazionale, tra cui Laura Pausini, Annalisa, Francesca Michielin, Ambra Angiolini, Michelle Hunziker, Silvia Toffanin, Federica Panicucci ed Elettra Lamborghini. Un’esperienza che ha contribuito a definire il suo approccio al corpo femminile e alla moda come linguaggio espressivo.
La collezione è disponibile nei migliori punti vendita in Italia e ogni creazione è pensata per restare unica: ogni abito prevede un’esclusiva territoriale, per preservare l’idea di una sposa irripetibile, mai replicata nello stesso luogo.
Con “Fiorella”, Cristoforo Vizzini firma non solo una collezione, ma una dichiarazione d’intenti. E dal palcoscenico del Pirandello lancia un messaggio chiaro: la sposa del futuro non chiede di essere trasformata, ma riconosciuta.
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