Un altro “giallo” amministrativo si affaccia sul panorama cittadino di Agrigento. Dopo quello dei bagni auto-pulenti, costati 156 mila euro di fondi provenienti dalla tassa di soggiorno e ancora mai installati a distanza di quattro anni, ora i riflettori si spostano su Piazzale Rosselli e sulla mancata autorizzazione per una fermata regolare degli autobus.
Una vicenda che continua a sollevare interrogativi e che è tornata d’attualità nel corso dell’ultimo question time in Consiglio comunale. In aula, l’assessore Principato ha riferito di aver sollecitato alla Regione un sopralluogo già nell’aprile 2025, passaggio indispensabile per avviare l’iter autorizzativo dei lavori. Da allora, però, nessuna risposta. Un silenzio che dura da circa dieci mesi e che appare difficilmente giustificabile.
Com’è possibile – ci si chiede – che in tutto questo tempo nessun funzionario regionale abbia effettuato il sopralluogo richiesto? La pratica è stata correttamente trasmessa? È stata presa in carico dagli uffici competenti oppure si è arenata nei consueti ingranaggi della burocrazia?
A sottolinearlo è il consigliere comunale della Democrazia Cristiana Roberta Zicari, che parla apertamente di una situazione non più sostenibile e chiede chiarezza sulle responsabilità.
«Agrigento ha davvero bisogno di una fermata regolare per gli autobus – evidenzia –. Non possiamo continuare ad assistere a una sosta precaria su strada, con disagi per cittadini, pendolari e turisti».
Da qui l’appello diretto ai vertici regionali affinché la vicenda venga finalmente sbloccata. Zicari chiede un intervento del presidente della Regione, Renato Schifani, e dell’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, per superare uno stallo che rischia di trasformarsi nell’ennesimo caso emblematico di inefficienza amministrativa.
«Vi prego, non lasciateci indietro», conclude il consigliere comunale. Un appello che va oltre la singola fermata degli autobus e che chiama in causa il diritto della città ad avere risposte certe, tempi chiari e opere funzionali, soprattutto in una fase in cui Agrigento non può permettersi altri ritardi né nuovi “gialli” senza soluzione.
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