Crosta, il ritorno del nome che può riaprire il caso Iene
L’ex vicesindaco si era dimesso dopo settimane di polemiche. Ora il suo nome torna a circolare per Palazzo dei Giganti. E sullo sfondo resta lo scontro tra Sodano e La Vardera, finito anche davanti alle telecamere de Le Iene.
Giovanni Crosta potrebbe tornare a fare il vicesindaco di Michele Sodano.
Per ora è una voce, ma è una voce che nelle ultime ore torna a circolare con insistenza e che, proprio per la storia recente della Giunta, avrebbe un peso politico tutt’altro che secondario. Il passato è ancora troppo vicino per essere dimenticato. Crosta era arrivato alla guida della Giunta come numero due di Sodano, per poi lasciare l’incarico dopo il caso dell’immobile di Zingarello e le polemiche sulla vicenda della sanatoria. Il suo passo indietro, l’11 settembre, era arrivato dopo giorni di scontro politico e mediatico.
A chiedere pubblicamente quelle dimissioni era stato Ismaele La Vardera. Il leader di Controcorrente aveva posto il problema soprattutto sul piano dell’opportunità politica e della coerenza con i principi rivendicati dal movimento. Una posizione che aveva aperto una frattura con Sodano, che invece aveva difeso il proprio vicesindaco e rivendicato la propria autonomia nella gestione della Giunta.
Poi arrivarono Le Iene.
Ed è forse questo il passaggio che oggi rende particolarmente delicata l’ipotesi di un ritorno. Durante gli Stati generali di Controcorrente all’Hotel Kaos, l’inviato Nicola Barraco raggiunse il sindaco Sodano per porgli domande sul caso Crosta. Ne nacque anche un confronto molto acceso tra Sodano e La Vardera, con la vicenda del vicesindaco al centro della discussione. Il momento venne raccontato dalle cronache nazionali come uno dei punti di massima tensione di quei giorni.
La posizione di La Vardera, del resto, era stata chiarissima: Crosta doveva fare un passo indietro. E nel successivo “video verità” il leader di Controcorrente aveva ricostruito la vicenda, sostenendo anche che, se la questione dell’immobile fosse stata conosciuta prima della candidatura, Crosta non sarebbe stato candidato.
Alla fine Crosta si dimise e La Vardera, dopo il passo indietro, dichiarò di voler andare avanti con Sodano e con Controcorrente.
Adesso, però, il nome di Crosta torna.
Ed è qui che la vicenda assume un significato politico che va oltre la semplice composizione della Giunta. Se l’ipotesi dovesse concretizzarsi, Sodano si troverebbe a riportare nel ruolo di vicesindaco proprio l’uomo la cui permanenza a Palazzo dei Giganti aveva provocato il primo vero scontro con La Vardera.
Una scelta che inevitabilmente riaprirebbe una domanda: che cosa ne pensa oggi La Vardera?
Perché il punto non è soltanto il ritorno di un amministratore che aveva già ricoperto quell’incarico. Il punto è il significato politico di quel ritorno dopo una vicenda che aveva portato alle dimissioni di Crosta, alla sua espulsione da Controcorrente e a un confronto pubblico tra il sindaco e il leader del movimento.
E poi ci sono quelle immagini dell’Hotel Kaos. Le telecamere de Le Iene, arrivate ad Agrigento proprio nei giorni degli Stati generali, trasformarono una crisi interna in una vicenda osservata ben oltre i confini della città.
Se oggi Crosta dovesse davvero tornare al fianco di Sodano, quelle immagini tornerebbero inevitabilmente d’attualità.
Perché in politica, a volte, il significato di una scelta non sta soltanto nel nome che viene scelto. Sta anche nella storia che quel nome porta con sé.

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