Cosa guardano i recruiter al primo screening del tuo cv?

Quando si crea un curriculum vitae, si dovrebbe sempre ricordare che la persona che lo riceverà nello stesso momento, o nella stessa giornata, ne avrà ricevuti tanti altri. Questo vuol dire che avrà sviluppato un’attitudine particolare alla lettura dei curricula, che si basa sulla scannerizzazione veloce delle informazioni inserite dal candidato per stabilire se questa persona può essere o meno interessante per l’azienda o la posizione in oggetto.

Bisogna dunque chiedersi sempre quali sono le cose che un recruiter guarda alla prima lettura di un cv, così da preparare un documento che sia funzionale a questo scopo.

Ecco qualche regola da seguire, per fare in modo che un selezionatore aziendale non cestini automaticamente il nostro cv per una determinata posizione.

 

Presentare un cv chiaro e ben formattato

A volte ci si dimentica che un cv è un biglietto da visita e come tale deve contenere il giusto ammontare di informazioni, senza esagerare, anche se vorremmo inserire tutte le esperienze e le attività a cui abbiamo preso parte. Fornire poche informazioni ma specifiche e peculiari, formattare correttamente il documento per renderlo leggibile sono tutti elementi da non sottovalutare e che permetteranno di passare il primo screening. Da non dimenticare poi che per alcune posizioni differenziarsi dagli altri candidati potrebbe fare la differenza: se ci si candida per una posizione creativa, giocare con la formattazione del cv, con gli elementi usati e con la grafica potrebbe non essere una cattiva idea!

 

Presentare le esperienze lavorative in ordine

Le esperienze lavorative, parte fondamentale di un curriculum, vanno presentate in ordine cronologico a partire dall’ultima fino ad arrivare alla prima, o a quella più pertinente; non vanno mai omesse le date, che permettono di ricostruire la carriera del candidato. Se tra una posizione e l’altra ci sono dei buchi, è bene specificare cosa è successo in quel lasso di tempo così da non destare sospetti. Non è necessario inserire tutte le esperienze professionali ma solo quelle più pertinenti alla posizione lavorativa e quelle più importanti per la propria formazione professionale.

 

Usare parole chiave specifiche

Elemento fondamentale di un cv sono le parole che si usano per presentarsi e presentare la propria professionalità. Ricordiamo che un recruiter non ha tempo da perdere e dunque la sua attenzione sarà sempre colpita da quei documenti che presentano elementi distintivi chiari: le parole chiave legate alla posizione lavorativa o quelle legate alla propria esperienza sono un elemento fondamentale per distinguersi. Inserire queste keyword, per esempio i nomi di software e linguaggi di programmazione richiesti e conosciuti, è un ottimo modo per colpire il selezionatore al primo screening.

 

Dati, dati e ancora dati

Dati specifici, numeri, risultati ottenuti sono fondamentali per fare presa sul selezionatore. Sempre per il motivo specificato sopra, ovvero che la mente umana tende a scannerizzare documenti trovando elementi che risaltino, usare numeri piuttosto che parole, percentuali piuttosto che spiegazioni può essere un ottimo modo per risaltare agli occhi di un recruiter. Quando si parla di dati, non possiamo non menzionare la verifica dell’accuratezza dei dati inseriti, anche quelli personali, e la mancanza di errori: un segnale che il candidato ha prestato attenzione all’offerta di lavoro ed è davvero interessato ad essere richiamato.