Arrivano le altre decisioni ufficiali del giudice per le indagini preliminari di Palermo, Giuseppa Zampino, in merito alla maxi-inchiesta per corruzione legata alle autorizzazioni ambientali della Cts (Commissione tecnica specialistica) della Regione Siciliana. Il bilancio dei provvedimenti emessi vede l’applicazione di tre misure di custodia cautelare agli arresti domiciliari, mentre sono state rigettate le restanti richieste avanzate dalla Procura della Repubblica, incluse quelle a carico del mondo imprenditoriale.
Il provvedimento restrittivo dei domiciliari ha colpito l’ex vicepresidente della Regione Siciliana, Gaetano Armao, l’avvocato Pierluigi Matta e l’avvocato Luigi Zancla, tutti accusati a vario titolo di corruzione. I magistrati della Procura di Palermo avevano inizialmente formulato una richiesta molto più severa per Armao e Matta, sollecitando per entrambi la custodia cautelare in carcere alla luce dei presunti passaggi di mazzette documentati dalle riprese video e dalle intercettazioni degli investigatori.
Il Gip ha tuttavia ritenuto proporzionata la misura meno afflittiva della detenzione domiciliare. Di segno opposto la decisione del giudice per quanto riguarda le altre posizioni vagliate nel corso degli interrogatori preventivi delle scorse settimane. Il Gip Zampino ha infatti rigettato le richieste di misura cautelare per gli altri indagati, tra cui spicca il nome del noto imprenditore agrigentino Sergio Vella, titolare della Seap ed esponente di rilievo nel settore della gestione ambientale e dei rifiuti.
Vella, assistito dall’avvocato Nicola Grillo, si era difeso con fermezza respingendo ogni addebito e dichiarando di non aver mai conosciuto o incontrato l’ex vicepresidente Armao.
A supporto della tesi difensiva era stata presentata anche una perizia fonica per dimostrare un errore di trascrizione nelle intercettazioni ambientali dei passaggi chiave in cui gli inquirenti ritenevano fosse stato pronunciato il nome dell’ex esponente politico. Le valutazioni del Gip hanno infine escluso, per l’imprenditore agrigentino e per i restanti indagati, la necessità di applicare provvedimenti restrittivi della libertà personale, alleggerendo parzialmente il quadro complessivo della complessa indagine.
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