Coronavirus, la distribuzione degli ammalati in tutti gli ospedali siciliani, critica di Italia viva

 

ITALIA VIVA- coord. provincia Agrigento

Come oramai reso noto dagli organi di stampa, la Regione Siciliana ha deciso di ospitare gli ammalati Covid in tutti gli ospedali della provincia di Agrigento.

Scelta assolutamente non condivisa dai cittadini delle comunità di questo territorio.

I sindaci, invece, chiedono una struttura o più strutture autonome dedicate esclusivamente alla cura degli ammalati di Covid 19.

In questa direzione è rivolto il pensiero del coordinamento provinciale di Italia Viva, il partito dell’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Per affrontare e provare a risolvere questo problema, i coordinatori Provinciali di questo partito, Natalia Re e Vito Ferrantelli, hanno organizzato un incontro, in conference call, con i vertici del partito nazionale e regionale.

Alla conference parteciperanno il Vicepresidente della camera dei Deputati On. Ettore Rosato,

il Capogruppo al Senato di Italia Viva Sen. Davide Faraone, la Sen. Valeria Sudano, l’On. Edy Tamajo, l’ On. Luca Sammartino,

l’On. Giovanni Cafeo, l’On. Nicola D’Agostino (componente della Commissione regionale Sanita).

All’incontro parteciperanno i sindaci di

Cattolica Eraclea, Raffadali, Canicattì, Menfi, Siculiana, Santo Stefano Quisquina, Grotte, Montallegro, Lucca Sicula, Sambuca Di Sicilia, Campobello Di Licata, Santa Elisabetta, Porto Empedocle, Burgio, Cianciana, Villafranca Sicula, Calamonaci, Realmonte, Santa Margherita di Belice, Ribera,Alessandria della Rocca, Sant’Angelo Muxaro,Palma Di Montechiaro, Joppolo Giancaxio, Racalmuto, San Giovanni Gemini, Cammarata, Aragona, Naro, Favara, Montevago, Sciacca, Bivona, Comitini, Ravanusa.

Le richieste dei sindaci, formulate in apposito documento inviato alle autorità nazionali, regionali, al Direttore dell’ASP di Agrigento, al presidente dell’ANCI Sicilia dal  Prefetto di Agrigento, sono le seguenti

1)di conoscere il numero di posti letto in terapia intensiva e sub intensiva destinati al covid-19 ad oggi realmente in funzione e qual è l’eventuale programmazione;

2)che venga urgentemente riconvertito a presidio COVID, al fine di creare un percorso unico dei malati di COVID-19 rispetto alle altre patologie ricorrenti, un presidio ospedaliero del territorio provinciale;

3)che venga fatta un’indagine epidemiologica sui casi positivi e se sono stati sottoposti a tampone rino-faringeo i familiari e i contatti stretti di detti casi;

4)di conoscere il numero di test che sono stati fatti e se sono stati individuati dei laboratori adeguatamente attrezzati ad eseguire i tamponi;

5)se sono stati effettuati i tamponi a tutto il personale sanitario, ai medici di famiglia, al personale del 118, delle case di riposo, di cura etc.;

6)se il personale sanitario è stato fornito dei dispositivi di protezione individuali (secondo le indicazioni del rapporto ISS Covid-19 n 2/2020) e in quali quantità.

Natalia Re e Vito Ferrantelli definiscono questa “una scelta assolutamente scellerata e inopportuna, che non trova in alcun modo il consenso delle popolazioni interessate e invitano le istituzioni regionali a rivedere le proprie decisioni, nel rispetto della volontà popolare e della democrazia e della salute dei cittadini che hanno il diritto di curarsi in sicurezza”.

 

I Coordinatori di Italia Viva di Agrigento

Natalia Re e Vito Ferrantelli