Coronavirus: emergenza che la sanità siciliana non potrà sopportare.

Come un fulmine a ciel sereno e neanche tanto poi. Forse l’idea che “son fatti che toccano altri”, la lontana Cina, i paesi confinanti, quelli meno sviluppati, ai nostri governanti dell’Occidente,  faceva dormir sonni tranquilli.
Così non è stato. L ‘emergenza è esplosa, incontrollata e incontrollabile. Parte da quel Nord, fiore all’occhiello della bella Italia. Ricco, efficiente e che raccoglie, ad incrementarne le risorse, braccia e menti di tanti meridionali che ha accolto per coinvolgerli in un sano progetto di crescita. Lavoro per loro, economia in ascesa per imprese e territorio.
Ma il coronavirus, non conosce frontiere, arriva silenzioso, conquista le regioni, si espande, domina il Nord e si spinge verso il meridione. Il tutto in una confusa girandola di indicazioni, da parte di una politica che, ancora una volta, annaspa. Quella stessa che già due mesi addietro, riteniamo, avrebbe dovuto mostrare l’umiltà di convocare i vari “Burioni”, i luminari, il mondo scientifico, che questo Paese possiede, e che correggendo il tiro dell’inesperta tuttologia di chi guida le sorti dell’Italia, date le certificate competenze, aveva il compito di dettare le linee guida, di assoluto rigore alle quali ci saremmo dovuti attenere.
La situazione, sfuggita di mano ha generato poi una sacrosanta psicosi nazionale , liquidata con un semplicistico ” … I deceduti erano anziani, con situazioni patologiche complesse”.
Una sconcertante idea che non legittima, non giustifica, non rasserena alcunché. La terza età ha piuttosto diritto, come gli altri a tutele e anche maggiori. Nessuno mai possa pensare che “prima o poi, la campana doveva pur suonare”.
Comprendiamo che questo altalenar di opinioni contrastanti, obbedisca a regole economiche e di mercato. Bloccare l’economia è un enorme danno, ma giocare la partita Finanza contro Salute,lo sarà ancora di più. #milanononsiferma, non ferma neanche la diffusione del virus.
Del resto, 80 morti confermano che ci sia in atto una strage che colpisce gli anziani, i giovani e i giovanissimi. Gli altri Paesi,non ci vogliono consentire l’ingresso, chiudono i contatti con l’Italia: scelte responsabili .
Ma non è tutto. Veniamo al Sud, al momento solo marginalmente coinvolto.
In Sicilia, abbiamo medici e personale infermieristico d’eccellenza ma le scelte di una politica e burocrazia scellerate, li mettono in forte difficoltà e li usano come parafulmine di gestioni inefficienti e di tagli sconsiderati  al servizio sanitario pubblico.
Assistiamo attualmente ad una Lombardia che, nonostante possieda un sistema sanitario efficiente e avanzato, accusa grandi difficoltà nella gestione dell’emergenza coronavirus; questo deve indurre a pensare che, se dovesse esplodere nella stessa maniera nel meridione, sarebbe una ecatombe.
Per questo diventa necessario e indifferibile approntare in Sicilia misure urgenti e rigorosissime per la limitazione dei contagi. I nostri ospedali, la nostra sanità non possiedono gli strumenti per contrastare una simile epidemia. Chiediamo direttive rigidissime, diversamente rischiamo di farci davvero molto male.

Margherita Trupiano