Con il ritorno alla zona gialla c’è tanta voglia di ripartire. Aprono diversi nuovi locali tra la città e San Leone

Con il ritorno alla zona gialla

NUOVI LOCALI APRONO TRA LA CITTA’ E SAN LEONE

C’è tanta voglia di normalità. Adesso tutti vogliono riprovare la piacevole sensazione di sedersi ai tavolini esterni di qualche Caffè e di vivere all’aperto. Dehors, terrazze, cortili e giardini di Agrigento, ma anche di San Leone, con il ritorno alla zona gialla, sono pronti ad accogliere quell’abituale clientela che per troppo tempo è rimasta chiusa in casa. Dopo mesi di take away e delivery, in giro c’è il desiderio di tornare a godersi aperitivi, pranzi e cene in libertà e di potersi riappropriare della città e della sua borgata a mare. Bar, trattorie, negozi e locali pubblici in questo si sono fatti trovare pronti all’appuntamento per l’inizio di stagione. Segnali positivi per economia locale arrivano anche dalle diverse aperture di nuovi locali commerciali che dimostrano come c’è tanta voglia di ricominciare. Dietro ogni nuovo progetto, ci sono agrigentini che durante il lungo lockdown hanno maturato il sogno di aprire un’attività in proprio, quasi tutti nel settore del food, investendo risorse economiche non indifferenti, nella speranza che l’iniziativa possa dare buoni frutti. Il più delle volte dietro alcune di queste nuove aperture di attività, ci sono “storie” che meritano di essere raccontate. E’ il caso, ad esempio, di Giuseppe Priolo, un agrigentino che dopo 23 anni di lavoro in Belgio è tornato alle origini ed ha deciso, in società con il fratello Dario, di aprire un bistrot in via Atenea. “Si chiamerà “Boccon diVino” – spiegano entusiasti i fratelli Priolo – e sarà un bistrot con spazi esterni sulla piazzetta Alaimo specializzato nella preparazione di prodotti tipici siciliani dove si potrà mangiare un “boccon” e bere del buon vino. I tempi sono duri – dicono i due fratelli –  ma siamo fiduciosi!”.

Altra “storia” è quella di Gerlando Spampinato, ex marittimo, comandante di un peschereccio che durante questi mesi ha lasciato in porto l’imbarcazione per dare vita, al Villaggio Mosè, ad una “Fisheria” come la chiama lui; una moderna friggitoria di pesce povero ma genuino, pescato nel mare nostrum. Il locale si chiamerà “Capopesca” che è il termine con cui viene indicato sui pescherecci il marittimo che comanda e dirige le operazioni di pesca. “Dopo tanti anni di mare – spiega Gerlando Spampinato – ho deciso di affrontare questa nuova avventura. Questa è la mia prima esperienza con il locale – confessa – ma in fatto di pescato e di cucina, credo di saperla lunga!”.

Tra le diverse nuove aperture di oggi, da segnare “Bonamorone” una gastronomia-bistrot che apre i battenti nella curva della fontana e che si propone di essere alternativa ai soliti ristoranti. Qui, tre giovani agrigentini, due dei quali, Alfonso e Manuel, cresciuti a Milano, hanno deciso di abbandonare il lavoro al Nord per mettersi in società con Giuseppe Pirrera e dare vita a questa nuova iniziativa. “Bonamorone” proprio come la fontana che è pure riportata stilizzata nel logo aziendale, secondo il progetto di questi giovani, funzionerà non solo con la sala da 70 coperti ma anche e soprattutto con l’asporto.

Si chiamerà invece “Scrusciu du mari” in onore di Andrea Camilleri, il nuovo Caffè – bistrot di Pietro Salemi e Gaspare Cuffaro, che apre di fronte alla torre Carlo V° di Porto Empedocle con cucina del territorio. Anche qui prima esperienza in proprio, dopo anni di lavoro per entrambi, come maitre di sala al Castello Chiaramonte di Siculiana.

Dicevamo all’inizio che c’è tanta voglia di promuoversi e di cominciare a vedere risultati. I presupposti per una stagione di ricca di soddisfazioni commerciali ci sono tutti e la clientela sicuramente non mancherà di affollare i locali. L’importante è ripartire e dimenticare al più presto i mesi difficili della pandemia!  

LORENZO ROSSO