Clima di attesa per la prima relazione annuale della sindaca di Favara

Clima di attesa a Favara per la prima relazione annuale della sindaca Anna Alba

In margine alle roventi discussioni politiche che soprattutto da qualche settimana si registrano a Favara, c’è attesa per la prima relazione annuale della sindaca Anna Alba.

Proprio ieri infatti, 24 giugno, si è concluso esattamente un anno, dall’insediamento della Giunta pentastellata, dopo l’esito plebiscitario del ballottaggio delle domenica 19 giungo 2016, che portò alla carica di Sindaco a Favara per la prima volta una donna, cioè Anna Alba, del Movimento 5Stelle.

Adesso come prevede la legge regionale 26 agosto 1992 n. 7 , bisogna presentare una relazione sull’anno passato; una relazione scritta al Consiglio Comunale sullo stato di attuazione del programma e sull’attività svolta; una relazione sui fatti particolarmente rilevanti, a cui la Sindaca non può per legge e sicuramente non vuole esimersi, e su cui il Consiglio Comunale dovrà, dopo il dibattito, esprimere il proprio, motivato parere.

E i fatti rilevanti a Favara non mancano di certo.

Anzitutto la presentazione, finalmente, al Consiglio Comunale del bilancio stabilmente riequilibrato, che dalla massima assise cittadina dovrà essere discusso, approfondito, approvato.

Un documento quindi questo, a cui dare su tutto l’assoluta preminenza e priorità, perché davvero il futuro di Favara è legato ai sacrifici che tale documento chiederà per avviare il risanamento delle finanze comunali, esorcizzando lo spettro di un nuovo dissesto, dopo quello accertato e dichiarato degli anni precedenti sino al 2016.

E basterebbe solo questo per non pensare ad altro e concentrare unicamente la comune attenzione, proprio di tutti, – (Sindaca, assessori e Consiglieri Comunali di maggioranza e di opposizione) – su tale documento, che anche se non è stato purtroppo ancora presentato, dovrebbe comunque trovare tutti pronti con le idee chiare almeno sulla distribuzione dei sacrifici per avviare il risanamento, salvaguardando le fasce deboli.

Ma purtroppo, – ( saremmo ben felici di essere smentiti !) – pare che non sia così ! perché da più parti l’attenzione in questi mesi e giorni passati, anche dopo il fatidico 3 maggio (che per legge era l’ultimo giorno utile per l’approvazione, salvo ulteriori proroghe), l’attenzione si è spostata su altri argomenti.

Argomenti sicuramente pure importanti, e magari politicamente qualificanti, ma certamente, a giudizio di chi scrive, non della stessa rilevanza, per il futuro della città, del piano economico riequilibrato.

A parte i fattacci di cronaca che giustamente hanno allarmato tutti e per cui si è tenuta una manifestazione unitaria per la legalità, invocando una maggiore e più incisiva presenza dello Stato, la discussione da qualche settimana a questa parte, si è concentrata tutta sulle nomine del Voltano, del 10 giugno u.s.

Perché, tra le nomine c’è quella quale revisore del marito dell’assessore al bilancio del comune di Favara. Una nomina quanto meno inopportuna, che ha suscitato discussioni, polemiche, dubbi sulla possibile efficacia di tali controlli, dubbi sul piano della legalità pura, inquinata da conflitto di interessi e da una procedura che ha fatto pensare al tanto deprecato manuale Cencelli.

Tante le battute ironiche, ma anche di sostanza sulla mancata dimostrazione della discontinuità col passato, senza cioè un minimo di quel declamato rinnovamento promesso in campagna elettorale dal Movimento 5Stelle.

Anche per questo perciò c’è attesa per la relazione della Sindaca Alba ! Che sicuramente – ci si augura – vorrà essere chiara e magari, come si suggerirebbero non pochi a Favara, ammettere coraggiosamente di avere sbagliato e quindi provvedere.

Un gesto coraggioso, che eliminando ogni sospetto, segnasse anche con questo una netta discontinuità col passato, dando certamente tanta forza e serenità al dibattitto sinceramente democratico, che deve sempre unicamente mirare al bene comune.

Diego Acquisto