Chitarra classica: i grandi del passato

Ci sono chitarristi del passato che hanno gettato le fondamenta della chitarra moderna, andiamo alla loro scoperta.

La chitarra classica (ecco alcuni riferimenti su https://lachitarrafelice.it) vanta nel corso della sua storia una lunga schiera di maestri, musicisti formidabili sia sotto il profilo tecnico che compositivo. Non staremo qui a parlarvi dei guitar hero, quelli sono arrivati un paio di secoli dopo se non di più, eppur sempre si tratta di musicisti eccezionali i cui metodi, vecchi anche centinaia di anni, si studiano ancora oggi. Ciò dà la misura della loro importanza. 

Chi è affascinato dal suono della chitarra classica dovrebbe andare a ripescare le composizioni dei musicisti sotto elencati, gli si aprirà un mondo nuovo fatto di musica che soltanto all’apparenza sembra semplice ma che in realtà ha in sé una grande complessità e non è un caso se molti di questi musicisti si sono conquistati la stima, e in alcuni casi anche l’amicizia, di grandi loro contemporanei come Paganini, Rossini, Beethoven e molti altri.

Ferdinando Carulli

Fu introdotto alla musica da un sacerdote presso il quale studiò violoncello per poi dedicarsi alla chitarra classica. Fu a Parigi dove ottenne maggior successo come concertista. Scrisse numerosi brani ma di lui si ricorda anche il metodo didattico che ancora oggi viene proposto agli studenti di chitarra classica.

Fernando Sor

Invece di imbracciare un’arma, come da tradizione per i maschi della sua famiglia, Fernando Sor, nato a Barcellona nel 1778, scelse la chitarra. Su consiglio del padre, a 12 anni studiò armonia presso il monastero di Montserrat, seguito dal direttore Anselmo Viola. Lì Fernando Sor cominciò la scrittura de suoi primi brani per chitarra con testi patriottici, spinto dall’invasione in Spagna di Napoleone Bonaparte. Trasferitosi a Parigi si mise in luce per le sue qualità di compositore e di chitarrista riuscendo a esibirsi in tutta Europa.

Mauro Giuliani

Nato a Bisceglie nel 1781, si trasferì con la famiglia a Barletta dove fu allievo di Gaetano Lucci. Dopo una serie di concerti e aver pubblicato alcune opere, nel 1806 andò a vivere con moglie e figli a Vienna sperando di veder riconosciuto il suo talento che in patria sembrava non trovare molti estimatori. Il viaggio non fu vano e Giuliani venne riconosciuto dai viennesi come grande virtuoso dello strumento. Si dice che persino il grande Beethoven assistesse ai concerti di Giuliani che, negli anni, divenne amico di Paganini, Moscheles e Rossini.

Dionisio Aguado

Un altro grande chitarrista spagnolo, vissuto tra la fine del 1700 e il 1800, è stato Dionisio Aguado. Il chitarrista ebbe modo di formarsi alla scuola del monaco Manuel Garcia. Si trasferì a Parigi dove tenne una intensa attività concertistica, oltre a lavorare come maestro di chitarra, e seppe guadagnarsi le attenzioni di Paganini, Rossini e Bellini. Fernando Sor che lo riconobbe come virtuoso, gli dedicò il suo famoso brano per due chitarre Les Deux amis op.41. L’importanza di Aguado emerge con forza nel suo Nuevo metodo para guitarra del 1843. Nel metodo vengono affrontati sviluppati molti aspetti tecnici circa l’uso delle due mani: posizione della destra, angolazione delle dita e altri concetti fondamentali, entrati a far parte della chitarra moderna.

Francisco Tarrega

Francisco Tarrega, nato a Barcellona nel 1852, ha dato un grande contributo allo sviluppo della chitarra classica moderna. Studiò pianoforte e composizione presso il conservatorio di Madrid mentre la chitarra si ritiene che la imparò a suonare da autodidatta, anche se altre fonti parlano di un periodo di apprendimento presso il chitarrista Julian Arcas. Molti ritengono che fu Tarrega il primo a suonare la chitarra tenendola appoggiata sulla gamba sinistra rialzata su uno sgabello. Inoltre al posto delle unghie, come si faceva all’epoca, attaccava le corde con i polpastrelli e non usava il mignolo come appoggio. Tarrega, quindi, introdusse importanti novità tecniche.

Matteo Carcassi

Nato a Firenze nel 1792, il nome di Carcassi, come concertista, cominciò a girare con insistenza a partire dal 1810. Come molti musicisti della sua epoca, si trasferì a Parigi dove la sua fama crebbe ulteriormente. Si esibì nelle maggiori città europee e pubblicò il Méthode complète pour la Guitarre op.59 che all’epoca riscosse grandi consensi e ancora oggi viene fatto studiare agli aspiranti chitarristi.