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Home » Top » Centrodestra spaccato ad Agrigento: silenzio su Catalano, avanti su due candidati

Centrodestra spaccato ad Agrigento: silenzio su Catalano, avanti su due candidati

Domenico Vecchio Di Domenico Vecchio
8 Aprile 2026
in Top, Politica, 🗳️ Città al voto
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A distanza di 24 ore dall’appello all’unità lanciato da Forza Italia, MPA – Grande Sicilia e UDC, con la proposta dell’avvocato Daniela Catalano come candidata sindaco condivisa, dal resto della coalizione non è arrivata alcuna risposta ufficiale.

Nessuna presa di posizione da parte di Lega, Democrazia Cristiana e Fratelli d’Italia. Un silenzio che pesa e che rafforza una sensazione sempre più concreta: il centrodestra agrigentino si avvia verso una spaccatura ormai difficilmente ricomponibile, in contrasto con gli schemi di unità che caratterizzano sia il livello nazionale che quello regionale.

Sul tavolo restano due direttrici politiche ormai evidenti. Da un lato l’asse composto da Fratelli d’Italia, Lega e DC, che – secondo le indiscrezioni – continuerebbe a spingere sul nome di Calogero Firetto. Dall’altro il fronte formato da Forza Italia, MPA e UDC, che ha già formalizzato la proposta su Daniela Catalano.

Due candidati, due linee politiche, due visioni che al momento non trovano alcun punto di contatto. In un contesto in cui il peso dei trascorsi politici sembra incidere sempre meno rispetto alle dinamiche attuali, la partita si gioca tutta sugli equilibri interni e sulla capacità di costruire consenso in tempi rapidi.

A rendere ancora più evidente la distanza tra le parti è anche la presenza in Sicilia, negli ultimi giorni, di Luca Sbardella. Il dirigente nazionale di Fratelli d’Italia ha trascorso diversi giorni nel territorio agrigentino, ma senza momenti ufficiali di confronto nella città capoluogo. Nella giornata di Pasquetta, ad esempio, ha fatto tappa a Casteltermini, centro montano della provincia, senza però passare da Agrigento per un tentativo di sintesi politica.

Un’assenza che, sul piano simbolico e politico, viene letta come il segnale di una mancata volontà – o impossibilità – di ricomporre il quadro unitario.

Così, mentre il tempo stringe in vista delle elezioni del 24 e 25 maggio, prende forma uno scenario sempre più chiaro: un centrodestra diviso in due blocchi contrapposti, destinato a presentarsi alle urne senza una candidatura condivisa. E con il rischio concreto che la frammentazione pesi in maniera decisiva sull’esito finale della competizione elettorale.

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