Caro gasolio, al Tumarrano la protesta non si ferma: arrivano gli studenti, si apre il tavolo tecnico
Terzo giorno di presidio lungo la statale 189 Agrigento-Palermo. Agricoltori, allevatori e autotrasportatori chiedono risposte concrete. Pendolino e i sindaci Zimbardo e Mangiapane al fianco dei manifestanti. Gli studenti scendono in strada per solidarietà ai lavoratori.
AGRIGENTO – Il presidio non si scioglie. Al bivio Tumarrano, lungo la strada statale 189 Agrigento-Palermo, la protesta di agricoltori, allevatori e autotrasportatori arriva al terzo giorno e si allarga alla società civile. Questa mattina sono arrivati anche numerosi studenti, con striscioni e messaggi di solidarietà ai lavoratori. Intanto, dalla Regione Siciliana giunge la disponibilità ad avviare un tavolo tecnico, ma chi manifesta non intende fermarsi senza risposte concrete.
Sul posto anche Giuseppe Pendolino, presidente del Libero Consorzio comunale di Agrigento, che ha espresso sostegno alle categorie produttive. «Se sono qui è perché sono all’estremo, perché le difficoltà economiche sono tante. Non è soltanto un discorso di caro carburante, ma di caro tutto: fertilizzanti, attrezzature, mezzi. Le difficoltà sono tante e chiedono giustamente risposte concrete».
Pendolino ha confermato l’arrivo di una comunicazione della Prefettura sulla disponibilità della Regione ad aprire un confronto. «Il tavolo tecnico è stato richiesto da tutti i sindaci della provincia insieme al prefetto. Cercheremo di portare le istanze del territorio e speriamo che il governo regionale comprenda le difficoltà del mondo agricolo, della pesca e degli autotrasporti». Poi l’avvertimento: «Finora i blocchi sono stati pacifici. Come istituzioni dobbiamo trovare risposte per evitare che la situazione possa degenerare».
Al presidio anche Custode Zimbardo, sindaco di San Giovanni Gemini, che ha sottolineato le difficoltà delle imprese e le conseguenze per i cittadini. «Gli autotrasportatori e gli imprenditori agricoli sono al collasso. C’è un carovita che coinvolge tutte le categorie, ma anche i consumatori finali». Il primo cittadino ha chiesto di partecipare al tavolo tecnico e ha richiamato l’attenzione sui disagi: «Ci sono supermercati con gli scaffali vuoti e persone che subiscono rallentamenti negli spostamenti. Speriamo che le istituzioni regionali e nazionali ascoltino queste richieste».
Dal presidio, però, arriva una posizione netta. Uno dei manifestanti, agricoltore e allevatore, smentisce le notizie su un presunto abbandono della protesta da parte degli autotrasportatori. «Nulla di più falso. Abbiamo iniziato insieme questo percorso, autotrasportatori e attività produttive agricole, e siamo qui da tre giorni».
Sul tavolo tecnico aggiunge: «Può andare bene, ma se serve soltanto a perdere tempo non siamo disponibili ad allentare la morsa sul territorio. Non vogliamo partecipare a incontri inutili. Se vogliono, possiamo farlo anche in videoconferenza da qui, dalla posizione che occupiamo e nella quale rimarremo finché non arriveranno risposte serie».
Il manifestante sottolinea anche il carattere pacifico della mobilitazione e la solidarietà ricevuta: «Sappiamo che ci sono persone infastidite dai rallentamenti, ma stiamo manifestando civilmente, senza costringere nessuno a fermarsi. Molti scelgono di restare con noi e abbiamo ricevuto solidarietà anche attraverso piccoli gesti, dal caffè ai prodotti alimentari».
La novità della giornata è la partecipazione degli studenti. Giuseppe Mangiapane, sindaco di Cammarata, ha voluto rivolgere soprattutto a loro un messaggio: «Oggi mi sento di stare al fianco degli studenti, che ringrazio per la presenza. Se manifestiamo è per dare dignità a chi lavora, ma soprattutto per il loro futuro. Vederli qui ci inorgoglisce».
E proprio dai ragazzi arriva un messaggio di vicinanza alle categorie produttive. «Siamo qui per sostenere i lavoratori, per il nostro presente e per il nostro futuro. Vogliamo far sentire ancora più forte la voce di chi non riesce ad arrivare a fine mese», spiegano alcuni studenti presenti alla manifestazione.
Al Tumarrano, dunque, il presidio continua. La disponibilità della Regione al confronto rappresenta un primo passo, ma agricoltori, allevatori e autotrasportatori chiedono provvedimenti concreti. E la partecipazione dei giovani conferma che la protesta contro il caro carburante è diventata anche una mobilitazione contro il crescente costo della vita.






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