Braccato dai carabinieri che lo stavano cercando, si è presentato spontaneamente in carcere Sciacca. E’ finita così la latitanza del quarantunenne di Cattolica Eraclea irreperibile dal pomeriggio dello scorso 25 giugno dopo un permesso di mezza giornata con cui era stato autorizzato a recarsi da solo e senza scorta presso una comunità terapeutica per la cura di tossicodipendenti di Santa Margherita Belice. I carabinieri della Compagnia di Agrigento, dopo avergli notificato la copia degli atti giudiziari, lo hanno arrestato e riaccompagnato presso la Casa circondariale saccense.
La vicenda risale a circa un mese e mezza fa quando il cattolicese si era reso irreperibile e il gip del Tribunale di Agrigento aveva dichiarato lo stato di latitanza. Il quarantunenne stava scontando in carcere la pena a 4 anni e 6 mesi di reclusione per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Ma in cella c’è rimasto poco. Il giudice accogliendo le tesi del legale difensore, l’avvocato Monica Malogioglio, aveva sostituito il carcere con gli arresti domiciliari nella comunità di Santa Margherita Belice.
Tuttavia, il giorno della scarcerazione, l’imputato è stato prelevato dalla compagna e durante il tragitto ha fatto perdere le proprie tracce rendendosi irreperibile, unitamente alla donna. Ieri mattina è scaturita la decisione di costituirsi.
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