Bollette con conguagli e tariffe idriche maggiorate. Spataro: intervenga il sindaco

AGRIGENTO. “Sotto l’albero di natale bollette idriche più pesanti, che certamente  renderanno più amare le festività degli agrigentini”. Il consigliere comunale di Palazzo dei Giganti, Pasquale Spataro, solleva il caso, annunciando battaglia fuori e dentro Aula Sollano. “In questi giorni – afferma – i contribuenti si vedono recapitare il pagamento per il consumo dell’acqua, il cui importo risulta maggiorato a seguito dell’adeguamento alle nuove tariffe deliberate dall’Ati (Assemblea Territoriale Idrica). Un provvedimento che avrà inevitabili riflessi negativi sulle tasche già vuote di cittadini, imprenditori e commercianti, alle prese con una rilevante crisi economica legata anche all’emergenza sanitaria che stiamo drammaticamente attraversando. Ed in questa ottica, la decisione di procedere al conguaglio, con effetti retroattivi a decorrere dal primo gennaio 2018 ad oggi – aggiunge Spataro – denota scarsa sensibilità politico-istituzionale rispetto ad un tema così delicato che va ad impattare sulla condizione economica dei contribuenti, i quali, in questo particolare momento di disagio e disorientamento, di tutto avrebbero bisogno tranne che ricevere a casa queste brutte sorprese. Non è più tempo – osserva ancora Spataro – di subire passivamente ed in silenzio scelte che ricadono sulle dinamiche tributarie destinate ad impoverire ulteriormente il nostro tessuto socio-produttivo. Prevalgano buon senso e responsabilità e le eventuali falle di natura finanziaria si vadano a colmare attraverso la ricerca e l’attivazione di altre più efficaci soluzioni e strumenti di controllo, a cominciare dai costi generali e dai compensi riconosciuti alla gestione commissariale. E come consigliere comunale di Agrigento – conclude Spataro – invito il sindaco Miccichè a svolgere, con forza e determinazione, il proprio ruolo all’interno dell’assemblea dell’Ati, e se è il caso di battere anche i pugni sul tavolo, per far sentire ed amplificare la voce del popolo agrigentino, che va difeso e tutelato”.