Bio in Sicily 2021: una masterclass e uno show cooking dedicati allo sfincione di Bagheria

Bio in Sicily 2021: una masterclass e uno show cooking dedicati allo sfincione di Bagheria

Bio in Sicily 2021 è stata anche l’occasione per valorizzare i prodotti del territorio bagherese o se volete della “Piana d’Oro”. Il luogo prescelto è  stato Piazza S. Sepolcro, nel cuore della città, per dare vita ad una masterclass e uno show cooking riguardante lo sfincione bianco emblema della cittadina che verrà presentato ad un gruppo di giornalistidel settore nel corso di un press tour. Bagheria si va sempre più connotando come città d’arte, della cultura e del gusto, aspetti che fanno parte delle potenzialità di sviluppo dell’intero territorio. Quindi, Ambasciatore di Bagheria è stato lo sfincione bianco, una torta salata in grado di animare le papille gustative anche dei più reconditi e intransigenti buongustai. 

A condurre la Masterclass sono stati l’esperto enogastronomico Mario Liberto e Michele Balistreri coordinatore della Comunità dei panificatori Slow Food dello sfincione Bagherese. Lo Sfincione di Bagheria lo si può definire  un piatto storico per le sue peculiarità e il mix gradevolissimo di prodotti di territorio (tuma o ricotta, acciuga, cipolla, pan grattato e caciocavallo), d’altronde le acciughe sono quelle di Aspra, il bagherese è terra di olio e formaggio e tutto questo conferisce forza e autorevolezza al prodotto che si lega con forza con le tradizioni del borgo di Aspra.

Storia e identità dello Sfincione

Lo sfincione di Bagheria ha una sua propria identità e storia, completo di tutti i crismi dell’originalità, in quanto conserva le modalità di preparazione analoghi a quelli della cultura aristocratica. Ricorda le focacce medievali utilizzate da supporto da base dove veniva sovrapposto di tutto e di più. Torte salate che i Monsù proponevano in maniera revisionata con l’aggiunta di formaggio, ricotta, salsa di cipolla, ecc. Lo sfincione ha tuttii presupposti per essere una pietanza aristocratica e gourmet

Lo sfincione bagherese costituisce “Cocci di cultura ritrovata”. In fondo si tratta di un vero ritrovamento culturale il cui merito spetta all’associazione bagherese “La Piana d’Oro”, presieduta da Michele Balistreri che dal 2017 insieme ai panificatori, promuovono lo sfincione, con partecipazioni a manifestazioni ed eventi regionali  e nazionali. 

Lo sfincione, oltre ad essere il prodotto bandiera della comunità bagherese è l’elemento aggregante poiché attorno a questo disco di pane la comunità si identifica e si ritrova.

La Comunità dei panificatori Slow Food dello sfincione Bagherese

Su questa considerazione è nata nel luglio 2019 la Comunità dei panificatori Slow Food dello sfincione Bagherese, che sta facendo di tutto per farlo conoscere al mondo intero, dando forza al processo di marketing turistico e rafforzando la strategia di valorizzazione  del prodotto.  Ne fanno parte già i maestri artigiani panificatori Maurizio Valenti dell’antico Forno Valenti, Massimo Scaduto dell’antica Forneria Scaduto, Giampiero Pecoraro del Panificio “Don Pietro,, Carlo Conti del panificio Conti, Giuseppe Spanò Vita Gagliano del panificio “La Spiga”, Michele Mancino del Forno Mancino e infine Giuseppe Urso e Francesco Carollo titolari dell’Antica Focacceria dal 1856, dove si è svolta la Masterclass.

Marketing e consumi

Lo sfincione bianco è stato eletto dalla comunità culinaria bagherese come piatto di rappresentanza. Difatti gli sfincioni bagheresi vengono distribuiti in tutto il mondo in quanto gli emigranti continuano a richiederlo a tutti i fornai di Bagheria. La sostanziale superiorità dello sfincione bagherese è di fatto riconosciuta anche dai “palermitani”. Questi, pur avendo dello sfincione una loro versione caratteristica, gradiscono molto il dono di uno “Sfincione della Bagheria” da parte di amici e parenti di Bagheria.

Una spinta al consumo da parte dei consumatori dell’area metropolitana palermitana è stata determinata dal riconoscimento che i panificatori dello Sfincione Bianco di Bagheria hanno ricevuto al Sanlorenzo Mercato nelle quattro edizioni dello Sfincione Festival che si sono svolte.                                                                                                                                                                 Un successo che conferma l’importanza dello sfincione, a cui tutta la popolazione della Piana Bagherese è legata. Bagheria non solo cultura, arte, ma anche enogastronomia, tre elementi che determinano flussi turistici di un segmento nuovo che è fortemente originale ed identitario. In 4 anni, da quando è iniziata  la campagna di marketing sul prodotto tipico bagherese, il consumo medio per famiglia è aumentato  di circa del 20 %. Si partiva dal consumo di circa 10 sfincioni del peso di due chili ciascuno, per un totale di circa 350 mila chili. Un giro d’affari di circa 5 milioni di euro”. Con il riconoscimento della Dop questo importo potrebbe aumentare di  un ulteriore almeno  30 per cento. Anche se fu probabilmente inventato dalle suore del monastero di San Vito, nel cuore delle mura di Palermo tra il Mercato del Capo, la via Cappuccini e Piazza Indipendenza, è a Bagheria però che grazie al particolare condimento che lo caratterizza, ha acquisito una spiccata individualità che lo contraddistingue.

ANTICA FOCACCERIA 1856

Piazza Sepolcro nella “Bagheria città delle Ville, della Cultura e del buon cibo”, è un  luogo magico e speciale che rappresenta l’essenza, l’anima e  la storia  della cittadina alle porte di Bagheria.
La Piazza, dove è stata posta la prima  pietra chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme nell’anno 1740 dal principe don Nicolò Branciforti, è ritornata a nuova vita dopo la rifunzionalizzazione avvenuta 15 anni fa, grazie ad un lavoro di rifacimento che l’ha riconsegnata alla pedonalizzazione e alla funzione di luogo di socializzazione della Comunità. Oggi è un centro nevralgico delle serate e della movida in città, contando sulla presenza di numerosi locali . Un contributo fondamentale alla rivitalizzazione dello spazio aggregativo l’ha fornito l’antica Focacceria dal 1856 grazie all’opera, all’intuizione  e alla capacità  dei giovani imprenditori, Giuseppe Urso e Francesco Carollo, detto Cico, che sono riusciti nell’intento di animare una delle 3 piazze del centro storico di Bagheria (Piazza Madrice e Piazza Anime Sante, le altre), rilanciando al contempo un presidio storico della tradizione gastronomica della Città. 

L’Antica Focacceria ha un legame indissolubile con la tradizione e soprattutto radici solidi nella memoria storica dei bagheresi. E’ stata per decenni luogo di ritrovo per  generazioni di famiglie per celebrare il rito della colazione bagherese per eccellenza, gustare la focaccia con ricotta fresca e salata, strutto e pepe nero, dalle caratteristiche uniche ed improducibili: bollente, croccante, appena sfornata  La focaccia con la ricotta altro non è che un panino artigianale, al quale viene spalmata dell’ottima ricotta di pecora alla base, e viene arricchito con una cascata di caciocavallo a striscioline, con aggiunta di pepe e sale. La specificità è conferita dal forno, quello di sempre, alimentato a legna artigianale e incastonato nel locale, un gioiello conservato dal 1901 che lavora a 400°C.  Lo possiamo definire uno street food senza tempo che alla tradizione ha innestato l’innovazione e il ricambio generazionale che ridato nuova linfa al locale. Infatti giunti nel 2010  la conduzione è passata da Ignazio alla famiglia allargata, in dettaglio ai nostri giovani e talentuosi imprenditori: Giuseppe Urso, genero di Ignazio e al cugino, Cico Carollo.
Ed è così che un locale storicamente conosciuto per la tradizionale focaccia con la ricotta che ne connota il brand e costituisce sempre l’attrattore gastronomico del locale,  si è evoluto con la nuova gestione, in rinomata e apprezzata pizzeria. La Pizza, con le altre focacce sorelle che integrano l’offerta dei farinati d’eccellenza, new entry di carattere, si caratterizza  per gli impasti impeccabili, realizzati con farine macinate a pietra, la lenta lievitazione e l’alta idratazione, garantendo così digeribilità e leggerezza. Non da meno il topping, difatti sul tavolo arrivano le pizze cotte in forno a legna e condite con ingredienti freschi di stagione. Un lavoro meticoloso e certosino  che sulla composizione delle pizze riesce a  bilanciare prodotti d’eccellenza conferendo assoluto rilievo agli equilibri, prestando attenzione all’orto e alla stagionalità, nonché agli elementi fondanti della cucina Siciliana.
Nel locale più longevo in città e tra i più antichi dell’intera isola si può degustare pure una magistrale interpretazione dello sfincione bianco, la pietanza eletta dai bagheresi come emblema gastronomico della comunità, elemento aggregante poiché attorno a questo disco di pane la comunità si continua a identificarsi e ritrovarsi. Un gioiello gastronomico che non è meno delle meravigliose ville bagheresi che fanno invidia al mondo intero e che negli ultimi anni è stato protagonista di un processo di valorizzazione attraverso una efficace strategia di marketing. Una campagna di promozione che ha visto protagonista la comunità Slow Food dei panificatori dello sfincione bianco di Bagheria che tra i soci fondatori annovera pure lo storico locale bagherese.
A testimoniare i risultati raggiunti, oltre il favore e il gradimento di una clientela sempre più fidelizzata, è stato l’importante riconoscimento conseguito nel contest “Migliori Pizzerie di Sicilia 2021” dove “l’Antica Focacceria dal 1856” si è aggiudicato il “Premio Casa Morana per la tradizione e il ricambio generazionale” classificandosi tra l’altro tra le prime dieci pizzerie in Sicilia.