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Home » top2 » “Bentornata” all’Esseneto, ma Parolino c’era già: cosa sta facendo il Comune per lo stadio?

“Bentornata” all’Esseneto, ma Parolino c’era già: cosa sta facendo il Comune per lo stadio?

1 Ottobre 2026
in top2, Sport e tempo libero
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“Bentornata” all’Esseneto, ma Parolino c’era già. La domanda è un’altra: cosa sta facendo il Comune per lo stadio?

AGRIGENTO – «Il campo Esseneto ti aspettava, Giusy. Noi tutti ti aspettavamo». È il passaggio forse più suggestivo del post pubblicato dall’assessore comunale allo Sport Elisa Torregrossa per raccontare il ritorno agli allenamenti di Giusy Parolino allo stadio Esseneto.

Un post emozionale, certamente. Ma che lascia aperta una domanda molto più semplice: bentornata da dove? E, soprattutto, qualcuno aveva impedito all’atleta di allenarsi all’Esseneto?

Perché la storia racconta qualcosa di diverso. Parolino all’Esseneto si allenava già. E non è soltanto un ricordo: esiste una documentazione amministrativa. Nel 2021 il Comune di Agrigento le concedeva gratuitamente l’utilizzo dello stadio per gli allenamenti di tiro del giavellotto, in orario antimeridiano, due giorni alla settimana e per un’ora, secondo la disponibilità e nel rispetto delle esigenze funzionali dell’impianto. Autorizz.Prot.n.27477 del 26.4.…

Poi l’Esseneto è rimasto a lungo indisponibile per i lavori relativi al nuovo impianto di illuminazione. Una chiusura che non ha riguardato soltanto Parolino: anche l’Akragas è stata costretta a lasciare il proprio stadio e a trasferire ad Aragona le gare casalinghe durante i lavori. Ancora il 4 settembre scorso la società biancazzurra dovette giocare al “Totò Russo” la gara di Coppa Italia contro lo Sciacca, mentre all’Esseneto venivano completati gli adempimenti successivi ai lavori. AgrigentoOggi

Oggi lo stadio è tornato utilizzabile. Il nuovo impianto di illuminazione, finanziato nell’ambito del percorso avviato dalla precedente amministrazione, è stato realizzato e collaudato; il 24 settembre la Commissione di pubblico spettacolo ha espresso parere positivo per il ritorno dell’Akragas all’Esseneto. Agrigento Comune

Ed è proprio qui che il racconto social dovrebbe lasciare spazio alle domande.

L’assessore scrive: «Come Amministrazione saremo al tuo fianco, in ogni allenamento e in ogni nuova sfida». Un impegno certamente apprezzabile. Ma in che modo concreto l’Amministrazione sarà al fianco dello sport agrigentino?

Perché l’Esseneto non ha bisogno soltanto di fotografie, emozioni e “bentornata”. Ha bisogno di manutenzione, programmazione e risorse.

L’Akragas sostiene di avere investito circa 50 mila euro per rendere nuovamente fruibile l’impianto, intervenendo, secondo quanto riferito dal presidente Salvatore La Porta, sul terreno di gioco, sui servizi igienici, sul botteghino, sull’area hospitality, sulla pulizia e il diserbamento, sulle uscite di sicurezza e su alcuni aspetti dell’impianto elettrico, oltre agli adempimenti necessari per ottenere l’autorizzazione di pubblico spettacolo. Si tratta, è bene precisarlo, di cifre e interventi indicati dalla società, sui quali sarebbe utile conoscere anche la ricostruzione del Comune.

Ed è questa la domanda che rivolgiamo all’assessore Torregrossa: cosa ha fatto e cosa intende fare concretamente il Comune di Agrigento per mantenere efficiente l’Esseneto e realizzare gli ulteriori interventi di cui l’impianto necessita?

C’è poi il terreno di gioco in erba naturale, che richiede manutenzione continua e comporta costi. Chi dovrà sostenerli? Quali interventi sono programmati? Quali risorse ha previsto il Comune? Qual è, più complessivamente, il progetto dell’amministrazione Sodano per il principale impianto sportivo della città?

Sono queste le risposte che interessano.

Giusy Parolino non deve essere “restituita” all’Esseneto: all’Esseneto si allenava già e continuerà legittimamente a farlo nel rispetto delle regole e delle esigenze dell’impianto.

La vera questione è un’altra: chi restituirà definitivamente l’Esseneto agli sportivi agrigentini e, soprattutto, chi se ne prenderà cura da oggi in avanti?

Parolino non aveva smesso di allenarsi all’Esseneto perché qualcuno glielo avesse impedito: lo stadio era chiuso per lavori. Per lei, per l’Akragas e per tutti. Oggi torna ad allenarsi perché l’impianto è nuovamente utilizzabile, non per una concessione dell’assessore Torregrossa. All’Esseneto si allenava già e continuerà a farlo nel rispetto del regolamento, anche perché Agrigento non dispone di alternative adeguate. La domanda, allora, è un’altra: cosa sta facendo il Comune per l’Esseneto e per gli altri impianti sportivi? In campagna elettorale si è parlato di recuperare strutture e incompiute. Adesso servono interventi, risorse e tempi. Il resto rischia di essere soltanto comunicazione.

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